Al Castello ritrovato il pianoforte appartenuto a Liszt e Wagner
Il vecchi strumento è stato ritrovato nel Castello dei Missionari sotto un telo, poi durante il restauro la scoperta della “targa”. Sabato sera il debutto con un concerto del fortepianista olandese Bart Van Oort
Era forse appartenuto a due dei più importanti compositori europei del XIX° secolo: Franz Liszt e Richard Wagner. E il ritrovamento è stato davvero casuale, sotto un telo, dove è stato ritrovato un vecchio pianoforte. Poi il restauro e la singolare scoperta. Tutto sarà reso noto durante la serata del 2 novembre, al Castello dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Sui Sentieri della Musica con l’ Associazione Musicale Villa Bossi di Bodio Lomnago, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e della Pro-Loco di Venegono Superiore.
Durante la serata ci sarà il debutto musicale del pianoforte ritrovato, un Érard risalente al 1881, con un concerto del fortepianista olandese Bart Van Oort, in ricordo di Paolo Busti, illustre primo cittadino post-unitario dal 1865 al 1901.
«La peculiarità di questa esibizione, risiede nello strumento che verrà suonato e la sua storia singolare – spiegano gli organizzatori -: legata alla proprietà originaria del Castello, nella persona di Paolo Busti e alla memoria della quale il concerto è dedicato. Un interprete di fama internazionale, sancirà con classici brani di Beethoven (Sonate al Chiaro di Luna, Waldstein, etc.) e Bach nonché Haydn l’inizio di una nuova storia per questo strumento, rendendo così di pubblico dominio la sua origine, dopo che un restauro completo fra accordatura e patinatura mobile -che ha visto coinvolto anche il M.o Michele Campanella- sì è concluso ad inizio ottobre da parte di Guido Bizzi insieme al suo staff di restauratori; presidente egli fra l’altro dell’Associazione Musicale Villa Bossi nonché organizzatore di concerti e masterclass internazionali sul territorio varesino presso i locali della sua Villa».
La storia di come è avvenuta la scoperta
Le scoperte più sensazionali avvengono per caso? Di certo Walter Fabiano Lorenzin ed i fratelli Maurizio e Stefano Medaglia non immaginavano che scoprendo un pianoforte Érard risalente al 1881, sito presso il castello dei Missionari Comboniani, avrebbero riportato alla luce uno degli ultimi strumenti che, plausibilmente rispetto alla ricostruzione operata dagli stessi della storia dello strumento ritrovato, potrebbe essere appartenuto proprio a due dei più importanti compositori europei del XIX° secolo: Franz Liszt e Richard Wagner.
Infatti, Stefano Medaglia e Walter Fabiano Lorenzin rinvengono, incisa sul corpo in ghisa del pianoforte, una misteriosa “doppia dedica” identificabile (grazie all’intuizione di Medaglia) con quella di Cosima Liszt, figlia di Franz e sposa di Richard Wagner. Il pianoforte è altresì corredato di un misterioso panno copri tastiera ricamato “Lohengrin – R. Wagner” riportante l’incipit della marcia nuziale dalla medesima opera.
Il pianoforte con numero di matricola 55613 (ultimato nel novembre 1881) uscì il 23 febbraio 1882 dai magazzini della ditta Sébastien Érard di Parigi alla volta dello “Stabilimento di Luigi Erba per la vendita e nolo di pianoforti” a Milano in Via Marino 3; è Lorenzin a scoprire che il pianoforte 55613 non è segnato nei Registres Comptables, ma solamente nel Livre de Ventes Marchands – Années 1880 à 1887, dove il prezzo pattuito con il “Magazzino Luigi Erba” per 2.100,00 franchi (alla data del 4 dicembre 1882) comprendeva altresì il costo di due concerti con due importanti pianisti dell’epoca per 437 franchi: “Jaëll e Ketten”.
Alfred Jaëll (1832-1882), pianista “triestino” di chiara fama internazionale, amico di Liszt e Brahms, marito della pianista Marie Trautmann Jaëll (1846-1906), la quale, dopo la morte del marito, soggiornò per lunghi periodi presso Liszt stesso a Weimar; Henry Ketten (1848-1883), pianista ungherese, affidato all’età di 7 anni, su raccomandazione dello stesso Liszt, alle cure di Hans Von Bülow (amico personale di Richard Wagner e primo marito di Cosima Liszt). E’ presumibile che questo pianoforte, dopo i concerti dei pianisti Jaëll e Ketten e, sempre per tramite del commerciante milanese Luigi Erba1, sia entrato in possesso di Franz Liszt o Richard Wagner (che soggiorneranno insieme a Venezia tra la fine del 1882 e l’inizio del 1883); proprio a Venezia, infatti, nell’inverno 1882, Franz Liszt compose “La Lugubre Gondola”, pagina ispirata dal passaggio di gondole funebri dirette al cimitero e triste presagio della morte di Wagner… e non sarebbe la prima volta che un Érard entra nelle stanze di Richard Wagner: nel 1858, il compositore tedesco lascia Zurigo e Mathilde Wesendonck, va a Venezia e affitta un appartamento a Palazzo
Giustinian per continuare a scrivere il Tristano, proprio su di un pianoforte della nota fabbrica francese; sappiamo che dall’autunno del 1881 Richard Wagner soggiornò per motivi di salute nel sud Italia, dapprima Palermo, dove terminò il Parsifal e venne ritratto da Pierre-August Renoir, poi Catania ed infine la Campania e Napoli, decidendo di stabilirsi definitivamente a Venezia dall’autunno successivo.
Ed è ancora Lorenzin a dar maggior credibilità all’autenticità della firma di Cosima e a verificare gli articoli pubblicati sulla Gazzetta Musicale di Milano (edita da Giulio Ricordi) tra gli anni 1881 e 1883, ed è così che si scopre che Wagner si trattenne a Venezia nella primavera del 1882 e che a Napoli assistette ai saggi del Conservatorio o che a settembre la sua figliastra (la figlia di Cosima) si è fatta sposa al conte Gravina di Palermo.
Il 19 novembre 1882 Franz Liszt fu di passaggio a Milano, per poche ore, giunse da Zurigo, partì per Venezia e passò la mattina con Giulio Ricordi. Come non pensare che Giulio Ricordi ed il cognato Luigi Erba non abbiano voluto e potuto omaggiare il famoso compositore con un pianoforte, verosimilmente il pianoforte Érard 55613 poi “autografato” da Cosima… e non dimentichiamo che Luigi Erba conosceva sicuramente Franz e Cosima Liszt… “Qualcune delle ultime sonate di Beethoven vennero poi da lui stesso eseguite lunedì sera (28) in casa dei signori Erba, i quali gentilmente avevano accolto quasi tutti gli artisti ed offerto così a loro un mezzo d’ammirare una volta di più il portentoso pianista (Hans von Bülow, primo marito di Cosima, amico personale di Franz Liszt e Richard Wagner)” – Gazzetta musicale di Milano, n. 14, 3.4.1870
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