La casa è popolare ma l’affitto no

La denuncia di un inquilino di una palazzina di recente costruzione dell'Aler. L'affitto a canone moderato è di 800 euro al mese. Il Commissario Galli: "È vero, i costi sono un po' alti"

Sono case popolari ma di popolare non hanno sicuramente l’affitto. È la denuncia di un inquilino di una palazzina di via Talizia a Varese. Consegnati alla fine dell’anno scorso, su 32 appartamenti 12 sono a canone sociale e 20 a canone "moderato", di questi, però, 6 rimangono sfitti proprio per l’eccessivo costo. 

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Nuove case Aler a Varese 4 di 21

« Da dicembre dello scorso anno vivo in questo quadrilocale – spiega un inquilino – Quando me lo consegnarono mi dissero che avrei pagato 630 euro al mese tutto compreso. Invece, già dal primo bollettino, mi sono accorto che i conti erano ben diversi: la richiesta era di 799 euro dove è ricompreso un acconto di 50 per le spese. A fine anno chissà che conguaglio mi arriverà».

Così l’inquilino, così come altri, è diventato moroso: « Non posso certo permettermi un affitto del genere. Quando presentai la domanda tre anni fa lavoravamo sia io che mia moglie. Ora entra in casa solo il suo stipendio perchè io ho avviato un’attività mia che non sta fruttando. L’Aler mi ha inviato i solleciti di pagamento, ma non ho soldi».

Ciò che fa notare l’inquilino è proprio l’eccessivo costo per un appartamento di edilizia residenziale pubblica: « Con canoni del genere, avrei trovato anche nel privato….»
Gli appartamenti, assegnati nel dicembre scorso, sono differenti: si va dai 50 fino ai 90 metri quadrati. C’è anche un’autorimessa con 20 posti auto e un’area attrezzata con giochi per bambini, un campo polifunzionale per calcio. L’eccessivo costo dei contratti a canone moderato è un problema che riguarda tutti gli inquilini che si sono mossi inviando lettere precise all’Azienda di residenza popolare.

Il caso di via Talizia non è , però, isolato: l’Aler ha due tipi di contratto sociale e moderato. Nel primo caso, il costo dell’affitto viene stabilito in base alla legge tenendo conto del reddito degli inquilini che non deve superare i 16.000 euro annui ( ISEE). Nel secondo, invece, si prescinde dal reddito e sono fissati con altri criteri. La morosità sta crescendo in questa categoria dove è decisamente più pesante il canone. « Siamo consapevoli che il costo è elevato – replica il commissario straordinario dell’Aler Paolo Galli – abbiamo già fatto presente in Regione la questione».

Per calcolare l’affitto di via Talizia, l’azienda di via Como ha fatto una convenzione speciale con la Regione che ricomprende anche il piano trentennale di rientro dell’investimento : « Ci può essere stato un fraintendimento al momento del calcolo approssimativo del canone – azzarda Galli – ma sul contratto ci sono tutte le specifiche evidenziate con il costo finale. Chi firma non può non sapere… Comunque, se sono intervenute situazioni che hanno modificato il reddito, gli inquilini devono farlo presente. Dato, inoltre, che come Aler sappiamo la questione del costo elevato dei contratti moderati in questi tempi così difficili, se raccogliamo testimonianze dirette possiamo fare da mediatori in Regione».

Gli inquilini si sono già mossi: hanno inviato lettere, chiamato in sede, parlato con alcuni addetti: « Noi sapevamo il costo del canone ma ci avevano detto che Milano aveva sbagliato e che presto avrebbe provveduto ad abbassarli. Per quello ci troviamo in questa situazione».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Ottobre 2013
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