Pd, ex segretario di circolo denuncia tesseramento gonfiato
Il caso Barasso. Il segretario uscente Elfenne parla di "risultato per favorire Astuti". Il sindaco di Comerio Aimetti replica: "Abbiamo coinvolto altri giovani e portato il rinnovamento"
A poche ore dalla votazione finale per il segretario provinciale, nel Pd si alza il livello della polemica sulle tessere. Stefano Elfenne (foto), ex segretario del circolo di Barasso, interviene pubblicamente, per commentare un aumento anomalo di iscritti dell’ultima ora nel suo circolo, che comprende la zona Barasso, Comerio, Casciago, Luvinate. «C’è stato un tesseramento gonfiato all’ultimo minuto – afferma – con una percentuale di crescita del 337%, una cosa mai vista prima. Siamo passati da 19 a 64 iscritti. Il segretario eletto, Cesare Zoia, non lo conosceva nessuno fino a ieri. E’ vero che il regolamento consentiva il tesseramento fino all’ultimo, ma credo che questa operazione sia stata al limite della scorrettezza».
Elfenne è un fiume in piena. Ma a chi si riferisce?: «C’è qualcuno che si è mosso per alterare i risultati. Il tesseramento è stato orientato per favorire l’elezione di Zoia ma anche per aiutare Astuti, perché chi ha portato questi nuovi iscritti si era pronunciato da tempo per quel candidato. Per essere più chiari, oggi mi trovo con quasi tutta la giunta di Comerio iscritta al partito». Secondo Elfenni quindi l’operazione sarebbe nata tra Comerio a Casciago: «Il sindaco di Comerio è iscritto già da tempo, ma la sua giunta non era nel partito – osserva il segretario uscente – ora invece sono entrati quasi tutti»
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Scusi Elfenne, ma è un male? «Il tesseramento aperto non è sinonimo del partito aperto. Ci sono fatti che quantomeno lasciano perplessi. Una valanga di tessere non proporzionate a quanti voti prendiamo in zona. Alle riunioni eravamo sempre una decina di persone, era questa la nostra media. Ora spero che il nostro segretario gestisca questa fase e riesca a garantire la partecipazione. La tessera non è una tessera di 5 minuti ma è un percorso che va seguito».
La parola, adesso, alla controparte, ovvero il sindaco di Comerio Silvio Aimetti (foto): «Io mi considero soprattutto un nativo del Pd. Vengo dal volontariato e dalla piccola impresa – afferma – e la mia critica è che chi ha gestito il partito, spesso, ha guardato troppo al proprio interno, senza coinvolgere altri mondi. I fatti poi sono andati così. Prima del voto, nel nostro circolo, il segretario uscente, dopo mesi di latitanza, mi ha annunciato la sua autocandidatura. Ho provato a spiegargli che non era proprio una cosa democratica fare così ma lui ha deciso di andare avanti solo perché il possibile nuovo candidato, un ragazzo di Casciago, tra l’altro non proposto da me, a suo parere, aveva la colpa di essere renziano. Allora ho deciso, assieme ad un buon numero di persone, di cercare una soluzione di rinnovamento».
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