Economia e lavoro? “Sono le nostre priorità”
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha incontra la Giunta dell'Unione degli Industriali della Provincia di Varese
Un faccia a faccia schietto, all’insegna della massima concretezza. È stato questo il commento degli imprenditori che compongono la Giunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese dopo l’incontro con il presidente della Giunta regionale lombarda, Roberto Maroni, svoltosi nella sede di Gallarate dell’organizzazione associativa. Il cui presidente, Giovanni Brugnoli, ha introdotto i lavori sottoponendo al governatore Maroni una lunga di serie di temi caldi per l’imprenditoria locale: dalla necessità di recuperare competitività (troppa burocrazia e troppe tasse sulle attività economiche) a quella di interrompere la stretta creditizia (leggasi: più sostegno ai confidi); dall’aggancio all’Expo 2015 al completamento dei cantieri per la realizzazione delle infrastrutture di trasporto; dal ruolo di Malpensa alla valorizzazione del cluster industriali.
Roberto Maroni ha assicurato che i temi del rilancio dell’economia e dell’occupazione sono proprio quelli prioritari del suo mandato ed ha ricordato le recenti misure varate dalla Regione su questo fronte, in particolare il recente progetto di legge – che, ha annunciato, sarà discusso e approvato dal Consiglio Regionale il prossimo 14 gennaio – che si propone diversi obiettivi: la riduzione del carico burocratico, l’alleggerimento della pressione fiscale (limitatamente alle imposte regionali), il miglioramento dell’accesso al credito, la semplificazione delle attività di controllo sulle attività produttive. «La Regione – ha spiegato – vuole ribaltare nei confronti delle nuove iniziative imprenditoriali l’approccio consueto: non più lungaggini amministrative per la concessione delle autorizzazioni, secondo una logica di sospetto nei confronti dell’industria, ma libertà di attivazione di nuove attività in tempi brevi con riserva di effettuare i debiti controlli a posteriori. L’intento è quello di rendere nuovamente attrattiva la Lombardia per chi investe e, in primis, di evitare emorragie di imprese verso i vicini Stati confinanti».
Si tratta – ha ricordato Maroni – di misure che fanno seguito ad altre, recenti, mirate a sostenere il sistema produttivo attraverso la riduzione della pressione fiscale, misure con le quali sono state esonerate dal versamento dell’Irap le start up innovative per il primo anno e le imprese che ripartono puntando sull’innovazione. «In prospettiva – ha precisato il Governatore della Lombardia – il nostro obiettivo è di azzerare del tutto l’Irap, il cui gettito vale circa 8 miliardi di euro e contiamo di poterlo fare se andrà in porto la nostra azione sul Governo tesa a mantenere sul territorio almeno il 75% del gettito fiscale locale».
Per quanto riguarda le infrastrutture, Roberto Maroni ha fornito ampie rassicurazioni: «La Pedemontana verrà completata, anche se solo nei primi due tratti, prima del 2015 (il tragitto cioè Cassano Magnago – Meda) e così pure per Brebemi e Teem, oltre che per le altre opere legate al’Expo. La Pedemontana (fino a Lomazzo) e la Brebemi saranno in esercizio dalla metà del 2014. La Teem, lo sarà di certo prima dell’Expo. Il terzo e quarto lotto della Pedemontana sono invece di là da venire, dovendo ancora essere reperiti i finanziamenti».
E per il dopo-Expo, che ne sarà delle aree lasciate libere dai padiglioni espositivi? Roberto Maroni ha detto di avere già nel cassetto sedici progetti, tra i quali quello di realizzare un grande centro sportivo con nuovo campo di calcio per 60.000 spettatori e una piscina olimpionica, oltre a strutture ricettive, di ristorazione e per il tempo libero. «Si deciderà di fare ciò che risulterà realmente utile per il territorio e la Regione» – ha precisato.
Infine, un messaggio di nuovo sul fronte dell’economia e dell’impresa. «Per sostenere le nostre industrie – ha detto – non possiamo intervenire su costi come quelli del lavoro e del fisco, tranne che per l’imposizione locale. Dobbiamo allora far leva sulla capacità di innovazione che le imprese esprimono. Per questo, contiamo di varare misure rivolte a favorire la ricerca applicata, coinvolgendo anche il sistema universitario della Lombardia». Un’azione strategica di lungo periodo che non dimentica, peraltro, le necessità impellenti del sistema produttivo, per il quale – ha ricordato – «nei primi otto mesi di questa Legislatura la Regione ha attivato risorse per le imprese pari a circa un milione e mezzo di euro, sotto forma di diversi interventi, come il pagamento dei debiti commerciali di comuni e province e il sostegno ai consorzi di garanzia collettiva dei fidi bancari. Le risorse sono scarse, ma siamo riusciti nell’intento facendo ricorso al meccanismo della leva finanziaria. Con disponibilità liquide relativamente ridotte, riusciamo ad ottenere risultati importanti e ciò significa che il sistema bancario, coinvolto nelle nostre attività, crede in ciò che facciamo e si fida delle garanzie che prestiamo».
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