L’ambulanza esce per un malore ma trova un delitto
Preoccupazione nella Croce Rossa per il recente fatto di cronaca avvenuto in città. Il 112 ha una catena di comando più lunga del passato: presidi locali di soccorso a volte non hanno informazioni precise, come in questo caso
Il tentato omicidio di Samarate, avvenuto alle 18 e 30 di martedì sera, ha un risvolto finora sconosciuto che riapre un importante dibattito sull’emergenza urgenza della Regione Lombardia. Da quanto abbiamo appreso, l’intervento di soccorso è stato gestito da operatori, dipendenti della Croce Rossa di Gallarate, inviati dal 118, su segnalazione della centrale operativa del 112, competente anche sul territorio di Varese.
LA TELEFONATA DI AIUTO
La donna ferita a colpi di accetta ha telefonato probabilmente al numero unico 112. Era in pericolo. Ma agli operatori sanitari è giunta un altro tipo di chiamata. L’ambulanza è infatti uscita per un codice verde e un evento sanitario. Tradotto significa: che qualcuno aveva un problema di salute, ma non particolarmente grave. Nella catena di comando e passaggio delle informazioni, c’è stato qualcosa che non ha funzionato. Ma attenzione, non saltiamo a conclusioni subito: può darsi che la donna, nella concitazione, non abbia spiegato bene cosa fosse accaduto, o che la linea fosse disturbata.
PENSAVANO FOSSE UN MALORE MA ERA UN TENTATO OMICIDIO
Il risultato, in ogni caso, è che mentre il mezzo di soccorso era in movimento, agli operatori è stato segnalato che l’evento era più serio, ma sempre di natura sanitaria, e il codice è divenuto giallo. Una volta giunti in via san Rocco, gli operatori hanno notato una autovettura che suonava e segnalava con i fari. L’auto ha sbattuto contro un muro e ha parcheggiato rasente alla pietra dal lato passeggero. Ne è uscita una donna, che ha urlato: «Ha cercato di ammazzarmi, aiutatemi». Gli operatori erano sbigottiti e hanno pensato in un primo momento di aver incontrato casualmente un evento delittuoso, mentre erano ufficialmente diretti verso un evento medico.
LA DONNA FERITA, L’AGGRESSORE SOTTO CHOC
I dipendenti della Croce rossa sono scesi e si sono divisi i compiti. Uno ha posto l’autoambulanza sulla via e ha cercato di evitare che si avvicinassero persone che potessero mettersi in pericolo; ha raccolto la donna e l’ha fatta salire sull’ambulanza, dove ha riscontrato che la stessa aveva una ferita di 4 centimetri sulla nuca e una profonda ferita di dieci centimetri circa sulla mano destra. Un altro operatore è corso verso l’auto, dove all’interno vi era un uomo sotto choc. Si tratta dell’uomo che ha cercato di uccidere la sua cliente. L’operatore ha atteso l’arrivo dei carabinieri, controllando che l’uomo non cercasse di colpire se stesso o altri, ma era comunque oramai inoffensivo.
MIGLIORARE LE PROCEDURE
L’episodio ci è stato raccontato non per creare polemiche ma per sottolineare la necessità di migliorare alcune procedure del servizio di emergenza che prevede una catena di passaggio delle informazioni meno diretta e più lunga del passato. Alcuni operatori sanitari sono spaventati da eventi come questo, in cui ci si può trovare impreparati di fronte a un fatto di sangue. A Gallarate sembra che il locale presidio abbia già segnalato il problema in diverse occasioni.
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