L’arca di Noè sta di casa a Brissago

Un riccio ferito trovato per strada ci porta al Rifugio Animali Felici. Lì vive Giancarlo che ha deciso di dedicare la sua vita agli animali feriti, malati o maltrattati. Questa è la sua storia

Raccontare l’atmosfera che si respira al Rifugio Animali Felici non è facile, bisogna viverla. E’ uno dei posti di cui senti parlare, senza dargli troppo peso. Eppure quando arrivi nella casa in mezzo al bosco, le cose cambiano. Soprattutto se hai tra le braccia un riccio ferito che non sai come aiutare. Ad accoglierti c’è Giancarlo Galli, un uomo di 74 anni che senza timore prende tra le braccia l’animale spinoso e interviene per le cure di primo soccorso. E così conosci la sua storia, fatta di determinazione e amore per gli animali.

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Il Rifugio degli Animali Felici a Brissago Valtravaglia 4 di 23

Giancarlo Galli è un uomo che oggi ha i capelli bianchi e che nel 2002, ha deciso di costruire un rifugio per animali e di dedicargli la vita. «Il tutto è iniziato tanti anni fa – racconta col sorriso e lo sguardo determinato -. Ho trovato due gatti abbandonati e li ho portati a casa. Poi sono diventati quattro. Alla fine mi sono chiesto, perchè loro sì e gli altri animali no?».
Così, appena andato in pensione, trova uno spazio nella zona boschiva di Brissago Valtravaglia e costruisce il rifugio. «Ho iniziato da un piccolo spazio e poi mi sono allargato». Non una questione di megalomania ma una questione di cuore. «Gli animali sono diventati sempre di più e hanno bisogno di spazi ampi e curati per vivere bene».
Dopo i gatti, che oggi sono un centinaio, e i cani, sono arrivati i conigli, i tacchini, i piccioni, i cerbiatti, le volpi, i cinghiali, i maiali, le mucche, le pecore, le capre, i caprioli, i tassi, i ricci, le tartarughe, i furetti, i cigni e così via. Una vera e propria fattoria, capace di ospitare i tanti animali che si trovano in difficoltà: alcuni arrivano da situazioni di maltrattamento o abbandono, altri da allevamenti intensi. «Ho realizzato il mio sogno – continua Giancarlo –. Ho passato una vita a lavorare in ufficio ma oggi non la cambierei per nulla la mondo». Gli animali che arrivano al rifugio vengono curati, accuditi e protetti. «Molte volte c’è la necessità di chiamare il veterinario e, così come le medicine, i costi sono molti».
Eppure Giancarlo non demorde: ha imparato a gestire le situazioni di primo soccorso ed è in grado, forse più per istinto che per conoscenze mediche, di aiutare gli animali che arrivano al suo rifugio. «La promessa è quella di non fargli più vivere la paura per l’uomo. Gli animali che arrivano rimarranno qui per tutta la vita». Anche l’adozione di questi animali infatti, risulta una cosa rarissima: «Preferisco che vengano fatte adozioni a distanza, che ci siano volontari che vengano qui a dare una mano ma difficilmente permetto che siano portati via». Una scelta di protezione verso quegli animali che lo circondano: «Ci sono gatti trovati in cassonetti dell’immondizia, cani trovati in autostrada, volpi che sarebbero morte per il "gioco" della caccia, caprioli che non sarebbero sopravvissuti un anno di più, cavalli, pecore, mucche destinati al macello. I cinghiali, le tortore, i conigli…».

Una lista di animali che al rifugio hanno tutti un nome: «Ogni tanto qualcuno lo dimentico» – racconta sorridendo Galli – «Le volontarie danno dei nomi moderni che fanno fatica a restarmi in testa». Un po’ come un nonno che si trova ad avere intorno tanti nipoti. «Sono qui dalle 7 di mattina, tutti i giorni dell’anno, fino a tarda sera. Gli animali hanno bisogno di cure, non si possono lasciare soli e le ferie non esistono» spiega Galli mentre cammina circondato dai suoi sette cani e un agnellino. Ad aiutarlo qualche volontario e le donazioni: «Gli animali sono circa 340 e l’aiuto serve sempre. Abbiamo bisogno di persone serie che abbiano voglia di dedicare qualche orea del loro tempo al rifugio. Ovviamente anche le donazioni servono, per il cibo, le medicine e le cure degli animali».

Avvicinarsi ad una realtà così significa conoscere anche la filosofia che c’è dietro la scelta di vita di Giancarlo. «Tornare ad avvicinarsi alla natura, agli animali, tornare ad una dimensione dove i valori della vita sono questi e non altri». Una scelta che può sembrare assurda alla maggior parte delle persone, una scelta folle se si pensa a come va il mondo. Eppure, quando vedi Giancarlo accarezzare un tasso come se fosse un cagnolino pensi che forse ha ragione lui, «Non c’è nessun animali cattivo al mondo, siamo noi umani che inventiamo tanti pregiudizi».

Giancarlo, prima di andare in pensione lavorava come funzionario della confederazione Svizzera, «oggi non cambierei questa vita per nulla al mondo». E le difficoltà si superano, «io sono vecchio ma spero di trovare presto qualcuno a cui donare tutto, disposto a portare avanti la mia missione». Mentre lo dice accarezza una capretta e controlla un piccolo cinghiale. Dà il biberon all’agnellino di due mesi che lo segue ovunque. Poi racconta della mucca portata via ad un allevatore che la voleva far crescere in una gabbia minuscola per poterla ammazzare il prima possibile. Della volpe con tre zampe che ha fatto operare per salvarla da morte certa, della tortora che riprenderà a volare, dei tre giovani cavalli destinati al macello che ha salvato pochi giorni fa, del tacchino di quindici anni che mostra le piume orgoglioso, del gatto che non smette mai di cercare coccole, dei conigli con la broncopolmonite che sta curando e altre 300 storie di animali che oggi ti guardano con gli occhi vispi.

Leggi anche: Incidenti e animali feriti: ecco cosa fare

Sabato 12 aprile, in una sala del comune di Ponte Tresa il Rifugio degli Animali Felici organizza una cena vegana di raccolta fondi per gli animali del rifugio. Per informazioni e prenotazioni: info@rifugioanimalifelici.com.

Per informazioni, donazioni e visite al Rifugio:i nfo@rifugioanimalifelici.com.
La pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Rifugio-Animali-Felici-Onlus

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Pubblicato il 11 Aprile 2014
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