Parco del Museo del tessile, i suggerimenti di Legambiente

Il responsabile locale del Cigno Verde propone tre modifiche all'attuale sistemazione della parte a verde per risolvere alcune problematiche annose, approfittando dei lavori di rifacimento previsti per quest'anno

Legambiente Busto Arsizio fa la sua proposta per la risistemazione del Parco del Museo del Tessile di Busto Arsizio. Il responsabile cittadino del circolo Andrea Barcucci prende spunto dal fatto che l’opera è stata inserita nell’ambito delle opere pubbliche dell’anno 2014. In questo modo Legambiente vuole indicare alcune criticità serie e condizionanti  all’interno del giardino e della struttura ricreativa.

1) Premesso che la fruizione dello spazio centrale adibito a concerti e feste riveste un ruolo
primario nel settore delle feste e del tempo libero nella città, per la qual cosa negli anni è
aumentato il numero delle manifestazioni al suo interno, osserviamo e segnaliamo che
l’accesso a tale area si svolge abitualmente da Via Galvani lungo il periplo del Museo, ovvero
va a interferire con la fruizione degli spazi pubblici frequentati quotidianamente (bar caffetteria,
ingresso museo, parco giochi, aree verdi e pista di pattinaggio), dovendo in tal modo
percorrere 180 metri alla guida di automezzi a motore, anche di grande mole, prima di
varcare l’ingresso del cortile centrale, lì dove si svolgono, feste, si montano palchi, si effettua
la ristorazione organizzata. Per tanto si chiede che venga approntato un ingresso dal lato
opposto allo spazio centrale, lungo via Galvani, in modo di non interferire con le persone e
con la stessa natura del suolo del parco, cosicché in trenta metri sia possibile entrare nell’area
feste coi mezzi motorizzati. Ci riferiamo sia alla copertura in mattonelle di cotto (oggi
ampiamente usurate e rotte proprio per il passaggio di pesanti mezzi a motore) sia alla
marcia sull’erba e sulle piastrelle, lato Villa Tosi, laddove si sono create piste e avvallamenti
sicuramente antiestetici e fonte di possibili danni di varia specie ai frequentatori.
2) Il parco è quotidianamente frequentato dai possessori di cani, specialmente di grossa taglia.
Costoro liberano gli animali e li lasciano a espletare i loro bisogni senza raccoglierli, creando
una promiscuità non sempre benvoluta e tollerata tra le persone. Si chiede che venga
destinata un’area recintata per i cani, dove possano correre senza guinzaglio e liberi,
similmente a quanto già creato in parchi pubblici bustesi.
3) Nella disposizione del parco, si nota la grande facilità di accesso con veicoli a motore ad
ogni ora del giorno. Questo provoca che entrino persone con le auto in modo immotivato,
magari perché recanti contrassegno di disabilità. Gli automezzi vengono parcheggiati
abitualmente all’interno del parco, particolarmente sul lato Galvani ma non solo. Questo ha
provocato l’usura della superficie verde laterale, del resto mai piantumata e mai curata.
Poiché i parcheggi sono numerosi verso la via Isonzo, una migliore e compiuta sistemazione a
verde del lato Galvani è auspicabile anche ai fini del godimento e dell’allargamento del parco
stesso. Invece questo lato è considerato quale impianto stradale, dove non passeggiare e
fruire lo spazio. Si suggerisce di migliorare la parte botanica di questo lato con la posa di
piante e alberi e di tenere a distanza l’invasione degli automezzi, tramite opportune limitazioni
all’accesso. Contestualmente si può valorizzare l’accesso dal parcheggio lato via Isonzo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2014
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore