Visite guidate e nuove proiezioni nel sabato del MA*GA
Un sabato ricco di appuntamenti nel museo di arte contemporanea grazie alla nuova presentazione delle project room e alle visite guidate degli studenti del Liceo Daniele Crespi
Sabato 3 Maggio 2014 (e fino all’8 Giugno) il Museo MA*GA presenta le mostre di Francesco Bertocco e Lidia Sanvito, come ultimo momento del programma Project Room, lo spazio di sperimentazione aperto ad artisti contemporanei su cui il museo punta l’attenzione. Il programma ha visto l’alternarsi di due artisti al mese che hanno mostrato un progetto significativo della propria più recente ricerca. In questa occasione, dalle 14.00, i ragazzi del liceo Daniele Crespi di Busto Arsizio accompagneranno i visitatori per le sale del Museo MA*GA mentre alle 17.00 i due autori dei videoprogetti saranno presenti nel museo di via Magri per presentare le proprie opere
All’interno di questo progetto Francesco Bertocco presenta, in anteprima, il video Eclissi (2014). Tutta l’opera dell’artista, soprattutto attraverso la narrazione video, descrive e problematizza le relazioni tra individui e i loro comportamenti, con un’attitudine ed un interesse di carattere psicologico, medico e analitico. Non fa eccezione questo lavoro in cui una serie di psicoterapeuti sono stati invitati da Bertocco a raccontare e interpretare alcune sessioni di analisi realmente vissute. In questo modo quattro differenti sedute sono messe in scena in cui particolare attenzione è conferita dall’artista al rapporto tra lo spazio in cui i personaggi si trovano e i comportamenti e movimenti che si generano in relazione a tale spazio. In questi quattro luoghi si confrontano altrettante tipologie di soggetti (l’adolescente, la coppia, l’adulto e il bambino). La percezione fisica del luogo che così ne deriva, genera una tensione tra architettura e soggettività del paziente, tra spazio “esterno” ed “interno”, mettendo in luce quelli che Bertocco chiama “i meccanismi proiettivi che la mente opera”.
Il lavoro Psicoggetti, 2014 di Lidia Sanvito è strettamente legato alla scultura, alla sua definizione teorica, linguistica e spaziale. L’opera dell’artista è, così, spesso concentrata sui limiti, i confini, le sperimentazioni che la scultura comporta. Questo ambito è costantemente indagato in modi differenti, dal video all’installazione, alla scrittura a carattere teorico. In questa cornice si inscrive la nuova produzione pensata per il MA*GA: gli Psicoggetti. Il progetto si sostanzia di due parti, una serie di sculture in terracotta dipinta disposte all’interno di una base ribassata e un video. L’opera si presenta come un’enigmatica nomenclatura di oggetti surreali, una serie di elementi defunzionalizzati la cui unica possibilità di descrizione è affidata ad una serie di titoli che alludono ad una relazione tra la forma e un’attitudine psicologica: Oggetto ansioso, Oggetto d’instabilità, Oggetto minaccioso, Oggetto premonitore. La relazione non esplicita tra nomi e oggetti (non sappiamo, di fatto, quale tra le varie sculture, sia l’Oggetto ansioso o quale l’Oggetto premonitore e così via…) amplifica la dimensione concettuale del progetto e sviluppa una riflessione su quanto l’aspetto linguistico influenzi, anzi trasformi, la percezione dell’opera in una relazione tra visione e comprensione che è, in ultima istanza, la più profonda radice degli Psicoggetti.
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