Fermati profughi al confine, erano 13 in un’auto

C'era anche un bimbo di 2 anni. La guardia di finanza ha arrestato il guidatore, un brasiliano di 34 anni. E' stato pagato da un italiano con 90 euro per organizzare la "tratta"

Tutti schiacciati in auto, anche un bimbo di 2 anni e mezzo. Questa notte alle 4 a Clivio, la Guardia di finanza di Gaggiolo ha bloccato una Kia Carnival con a bordo ben 13 persone. Al volante c’era un giovane brasiliano di 34 anni. Stipati nei sedili, 10 uomini, una donna e il piccolo. Si tratta di eritrei, senza documenti e senza permesso, che sono stati caricati alla stazione centrale di Milano (lo dice il navigatore gps della vettura) e portati verso il confine svizzero. E’ la prima volta che si verifica, negli ultimi anni, un episodio così eclatante di "tratta". Gli eritrei erano sprovvisti di documenti e non hanno fatto dichiarazioni dopo il blitz, commettendo così il reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale. Sono stati tutti portati alla questura di Varese per le procedure di identificazione, e sono in attesa di una sistemazione su disposizione del prefetto.

Per loro potrebbe scattare l’asilo politico poiché l’Eritrea è un teatro di guerra, ma in realtà speravano di raggiungere un altro paese: la normativa europea sull’immigrazione permette loro di fermarsi nel primo stato dove vengono registrati ufficialmente. L’obiettivo era quindi il Nord Europa. Il brasiliano vive a Milano, è clandestino, è ospitato da un parente, ed è incensurato. Si è giustificato dicendo di aver trasportato i clandestini, da Milano a Clivio, su indicazione di un cittadino italiano conosciuto nel capoluogo lombardo: per il “viaggio” avrebbe percepito un compenso di soli 90 euro (li aveva in tasca).
Uno degli eritrei aveva invece indosso una somma di 4mila euro. L’ipotesi è che il viaggio costasse circa 400 euro a testa (bambino escluso). La macchina non era di proprietà del brasiliano. L’uomo è stato interrogato, ma soprattutto è stato processato per direttissima questa mattina per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ha patteggiato 1 anno e 4 mesi con il giudice Crema su richiesta del pm di udienza Davide Toscani, con la pena sospesa. Sarà scarcerato nel pomeriggio. L’autista ha detto che vive di lavoretti saltuari e che si era prestato a fare da "passatore", per soldi. La Guardia di finanza sta indagando per capire se abbia fatto tutto da solo o se avesse dei complici. Negli ultimi mesi sono circa 6mila i profughi sbarcati sulle coste siciliane e giunti alla stazione centrale di Milano dove si sta fronteggiando un’emergenza immigrazione. Una realtà che ha creato forse anche un mercato clandestino ai nostri confini. Come accade nel Mediterraneo, e come accadeva ai tempi della seconda guerra mondiale nelle nostre montagne. 

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Pubblicato il 06 Maggio 2014
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