E’ la “seconda donna” in giunta il nodo che non si scioglie

Gli accordi prevedevano un assessore in quota PD (già indicato in Vincenzo Proto) e quattro in quota "amministrazione uscente". Ma per legge devono esserci due donne nella squadra

È il secondo assessore donna il nodo che non si riesce a sciogliere a Cardano al Campo. E non perchè manchino nomi femminili fra cui scegliere, ma perchè questa casella scombina gli equilibri politici. Per capire cosa tiene in stallo Cardano da quasi un mese, bisogna fare un passo indietro e tornare a prima delle elezioni, quando la situazione non era meno tesa di adesso.  

L’ACCORDO – La lista Cardano Vive (con lo stesso nome di quella di Laura Prati per confermare la continuità del progetto) è nata dopo una serie di discussioni fra il PD e la maggioranza uscente (il dato che complica il ragionamento è che nell’ "amministrazione uscente" c’è un pezzo di PD e per un pelo non si è consumata una rottura nel partito). Ma un accordo – non scritto, nel senso letterale del termine – aveva infine portato alla decisione di presentarsi uniti con Angelo Bellora sindaco. I partiti che compongono la lista sono: PD, Rifondazione Comunista, Sel, Idv e Psi. Al PD sarebbe spettata la nomina di un assessore («da sempre abbiamo indicato Vincenzo Proto, anche prima delle 300 preferenze che ha preso» commenta il segretario cittadino Dozio), all’amministrazione uscente sarebbero spettati quattro assessori. I nomi probabili dovrebbero essere quelli di Andrea Franzioni e Elena Mazzucchelli (PD), Nicola Del Vecchio (Idv) e Marzo Zocchi (Rifondazione comunista) che sarebbe un assessore esterno, ovvero non scelto fra i consiglieri comunali eletti.

IL NODO DELLA GIUNTA – A complicare la scelta si è però inserita una norma del "decreto Del Rio" (legge riguarda il riordino delle autonomie locali) che prevede la parità di genere nella giunta. Dato che Cardano al Campo può avere al massimo cinque assessori, significa 3 + 2, o tre uomini e due donne o il contrario. Ragionando sulla prima ipotesi, ecco il problema: se il PD conferma che la sua unica scelta resta quella di Proto, le due donne devono essere scelte all’interno dell’amministrazione uscente. Una è Elena Mazzucchelli, presidente del Consiglio comunale con la giunta Prati. Ma la seconda? L’unica sarebbe Daniela Tomasini (ex assessore ai Servizi Sociali), ma non è detto che la consigliera comunale dia la sua disponibilità. Quindi le opzioni sono solo due e contemplano comunque un passo indietro: o del PD su Proto, lasciando quindi "libera" quella casella per una donna in quota democratici (ipotesi improbabile, forse neanche contemplata); o di uno fra Franzioni, Del Vecchio e Zocchi sempre però a favore di una donna del PD dato che altre disponibilità femminili dall’amministrazione uscente non ci sono. 

Bellora ha sempre dichiarato che il suo obiettivo sarebbe stato quello di creare la squadra migliore, non di velocizzare i tempi a tutti i costi. Ma fra pochi giorni sarà passato un mese dalle elezioni. Un solo dato è certo, lo ribadiamo anche qui: la Giunta deve per forza essere comunicata dal sindaco nella prima seduta del Consiglio comunale. Seduta fissata per martedì 24 giugno alle ore 21.

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Giugno 2014
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