La Regione celebra i 200 anni dei Carabinieri
La cerimonia martedì nell'Aula del Consiglio regionale. Una sala è stata intitolata in memoria del Bicentenario dell'Arma
Sì è svolta martedì in Consiglio regionale la celebrazione del bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Presenti all’iniziativa che si è svolta nell’Aula consiliare il generale di Corpo d’Armata, Vincenzo Giuliani, presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il Prefetto di Milano, Francesco Tronca, il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e tutti i consiglieri regionali. Cattaneo, che ha ricordato la sua esperienza nelle fila dei Carabinieri, durante il suo discorso ha ricordato i numeri della presenza in Lombardia dell’Arma: 448 stazioni (la prima il 17 Giugno del 1859 a Milano a Palazzo Cattaneo, attuale stazione Moscova) e 11 tenenze. Al termine della cerimonia è stata intitolata una Sala del Consiglio regionale in memoria del Bicentenario dell’Arma.
Cattaneo, oltre alla celebre figura del maresciallo Salvo D’Acquisto, ha ricordato anche un esempio lombardo di coloro che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere. È il caso del Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri Stefano Piantadosi, morto il 15 giugno del 1980 a Locate Triulzi (Milano) freddato da un uomo da lui fermato durante una manifestazione ciclistica. «La missione che contraddistingue l’operato dei Carabinieri è fare bene il proprio dovere, l’amore per la patria, l’attenzione alle persone e al bene comune con atti di grande eroismo fino al sacrificio della vita. Oggi il Consiglio regionale della Lombardia rivolge il suo ringraziamento all’Arma e invita a perseverare su questo cammino che ci rende fieri di esseri italiani e lombardi».
Maroni ha ricordato come «in passato ho ricoperto il ruolo di Ministro dell’Interno. Ho potuto apprezzare ancora meglio l’impegno che le donne e gli uomini dell’Arma mettono, giorno dopo giorno e in condizioni non sempre agevoli, anzi, per tutelare la sicurezza e la libertà dei cittadini delle nostre comunità. Un impegno che li porta talvolta a mettere a repentaglio anche la loro vita. Ho tantissimi ricordi nella mia esperienza di rapporti diretti e personali, non solo con i vertici dell’Arma, ma anche con singoli appartenenti all’Arma in tante Regioni d’Italia, e ho sempre visto negli occhi di tutti i Carabinieri l’orgoglio di appartenere ad un corpo ritenuto giustamente un corpo speciale nel senso più nobile del termine».
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