La coca messicana “saldata” per sfuggire ai cani
Sette chili di polvere occultata in cilindri di metallo e piombati per scampare ai controlli: in manette due persone

Mangiata, dipinta, occultata, sciolta. Ora anche “saldata”: i trafficanti di droga non sanno più cosa inventarsi per far arrivare la preziosa e richiesta polvere bianca nel circuito europeo dello spaccio. E per farlo usano espedienti che permettono il transito in aereo della droga, anche quantitativi importanti, con l’obiettivo di farla entrare in Italia sotto forma di spedizioni legali, proprio sotto il naso di finanziari e doganieri.
Ma questa volta l’ingegno non è bastato: ad insospettire il personale in servizio a Malpensa è stata questa volta una particolare spedizione costituita da ingranaggi presenti all’interno di alcuni colli provenienti dal Messico, del peso complessivo di 140 Kg.
L’intuito dei militari e le evidenti differenze di peso tra i medesimi ingranaggi consentivano
successivamente di accertare la presenza, all’interno di ciascuno dei sei cilindri
metallici, di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente per un totale di quasi 7 kg
di cocaina purissima contenuta al loro interno. Pertanto, sono state intraprese mirate
indagini volte a individuare e identificare i destinatari della suddetta sostanza
stupefacente.
La modalità di occultamento adottata dai trafficanti è stata, indubbiamente, la più
complessa e sofisticata in relazione a quelle riscontrate in questi ultimi anni dai
finanzieri di Malpensa. Infatti i cilindri metallici erano costituiti al loro interno da uno
strato molto consistente di piombo che avrebbe impedito, non solo alle unità cinofile
di “fiutare” il carico, ma anche l’identificazione di ciò che era ivi contenuto attraverso le
ordinarie strumentazioni tecnologiche oggi disponibili.

Il sistema di occultamento individuato ha richiesto, infatti, per l’apertura dei cilindri saldati, l’intervento di un’officina specializzata che ha utilizzato una speciale sega circolare.
A seguito delle successive indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore
Raffaella Zappatini della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, sono stati
individuati i destinatari della merce consentendo alle Fiamme Gialle di assicurare alla
giustizia il capo della “banda”, un cittadino colombiano C. W. di 47 anni ed il suo
complice, un piccolo imprenditore edile C.G., quarantottenne, entrambi residenti in provincia di Brescia con precedenti specifici proprio in tema di stupefacenti.
Lo scopo dei due soggetti tratti in arresto, come hanno accertato gli investigatori, era
quello di avviare un fiorente business criminale, attraverso una successiva attività di
spaccio nella frequentatissima area del Garda, ricca di locali notturni e strutture turistiche.
Un tentativo reso vano dall’intervento dei finanzieri del Gruppo Malpensa, che ancora una
volta testimonia il senso dell’importanza dell’attività svolta da tutti gli attori istituzionali
impegnati nel particolare settore aeroportuale, a tutela della sicurezza anche
economico-finanziaria nell’ambito di una delle principali porte d’ingresso nel nostro
Paese.
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