Alimentari alla Fornace? Dopo il ricorso al Tar tutto torna in discussione
A giugno il consiglio comunale, con la maggioranza spaccata, bocciò la richiesta del curatore fallimentare di ampliare la distruzione fino a 2500 mq. Ora il Comune valuta di approvare "in autotutela"
Media distrubuzione alimentare alla Fornace, è tutto ancora in discussione. La richiesta avanzata dal curatore fallimentare potrebbe presto tornare in consiglio comunale. Infatti, la domanda di variazione al Pgt, per mettere una struttura di media distribuzione (passando da 600 fino a 2.500 metri quadri) all’interno del centro commerciale, era stata bocciata lo scorso giugno dal consiglio comunale, creando una spaccatura all’interno della maggioranza. Il curatore fallimentare, che aveva in programma di mettere all’asta la struttura entro la fine del 2014, ha però rinviato tutto presentando invece ricorso al Tar.
Nei giorni scorsi il presidente del consiglio comunale, Carlo Uslenghi, insieme ai capigruppo consigliari delle varie forze politiche, ha incontrato gli avvocati del Comune. La decisione presa è stata quella di resistere al ricorso, ma c’è comunque l’ipotesi che tale ricorso venga vinto dal curatore fallimentare e che vengano persino chiesti i danni al Comune, per i ritardi accumulati per la messa all’asta del complesso commerciale. Questo ha portato il presidente del consiglio a riconsiderare l’analisi di riportare in consiglio coumunale la richiesta e approvarla in "autotutela", facendo quindi cadere il ricorso.
Si ricorda che su quella richiesta la maggioranza tradatese si era spaccata: a favore dell’ampliamento della possibilità alimentare all’interno della struttura avevano votato il sindaco Laura Cavalotti, lo stesso Uslenghi e il consigliere comunale Santo Cara. Tutti gli altri avevano votato contro l’approvazione, bocciando quindi la richiesta a maggioranza.
Ora, dopo l’incontro con gli avvocati, il presidente Carlo Uslenghi ha scritto una nuova lettera ai capigruppo, chiedendo loro cosa intendano fare. «Al termine della riunione, dopo un dibattito complesso e vivace – scrive Uslenghi -, lo scrivente presidente richiede da parte di ogni capogruppo la conferma per iscritto, a mezzo email o a mezzo cartaceo, se procedere o non procedere all’esercizio della cosiddetta autotutela in sede consiliare in ordine a due osservazioni al PGT, una delle quali oggetto di ricorso in sede TAR, al fine di riportare ed eventualmente risolvere in ambito amministrativo, con brevità di tempo, ogni tipo di conflittualità, nel rispetto e nell’applicazione della legislazione vigente in materia di attività commerciale».
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