Elezioni, cinque aspiranti sindaci per Samarate

Il centrodestra ha perso pezzi, il centrosinistra fatica a trovare unità Ci sono i candidati sindaci ufficiali e ci sono le liste che si stanno formando e che potrebbero rompere gli indugi nei primi giorni d'aprile

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Sono elezioni anomale, quelle in vista a Samarate: nonostante si sia ancora in attesa della data (l’ipotesi più recente: primo turno addirittura a giugno) la corsa elettorale è partita alla grande, tanto che molte forze hanno rotto gli indugi e definito non solo il candidato ma anche l’assetto della coalizione.

A buon punto per esempio  è il sindaco uscente Leonardo Tarantino, che – al primo turno – torna naturalmente a chiedere la fiducia agli elettori per i prossimi 5 anni. Ha dalla sua una lista “del sindaco” molto composita, una lista degli ex An, ovviamente il suo partito (la Lega Nord) e da ultimo Forza Italia, che ora a Samarate è guidata dalla corrente di Agorà che fa capo a Marcello Pedroni e Nino Caianiello, dopo l’addio dato dalla componente dei cattolici popolari (vicini a Cielle) e dai riformisti, pattuglia stretta intorno all’ex sindaco Luigino Portalupi. È comunque il sindaco uscente e ha un buon seguito, basti vedere i tempi rapidi con cui è stata costruita la “lista del sindaco”.

Nel campo del centrosinistra, il Pd non ha superato le divisioni con la civica centrista Città Viva: democratici e civici (confermando la scelta del 2010, quando gli ex amministratori della giunta Solanti si erano divisi) hanno già presentato i loro due candidati, rispettivamente Davide Sironi, giovane architetto new entry, e Giovanni Borsani, consigliere comunale uscente. Nel campo del centrosinistra, c’è poi l’incognita di Sinistra per Samarate, che sta confrontandosi con il Pd (decisione attesa a brevissimo).

Quarto aspirante sindaco certo: il “candidato portavoce” del Movimento 5 Stelle, Stefano Provasio. Anche i grillini hanno lanciato già ufficialmente la loro corsa elettorale, ovviamente solitaria come da regolamento. Il Movimento 5 Stelle ha iniziato a muoversi da tempo sul territorio, da vedere quanto peserà in percentuale.

E il quinto? Resta da capire cosa si aggregherà nell’area degli scontenti di centrodestra, tra le due componenti dei riformisti di Portalupi e dei cattolici popolari. Entrambi vengono dall’amministrazione uscente, soprattutto i riformisti non hanno certo nascosto la loro rottura con Forza Italia. I cattolici – che Tarantino ha tentato fino all’ultimo di tenere in maggioranza – non ignorano certo lo scenario provinciale, dove i confini politici sono cambiati (si pensi all’ente Provincia e alla maggioranza che sostiene Gunnar Vincenzi). Di certo, tutta quest’area non resterà a guardare: è da capire se esprimerà un candidato unico alternativo nel campo centrista o se invece farà scelte diverse, se influirà su altre aggregazioni. Potrebbe essere determinante per capire chi andrà al secondo turno, scenario piuttosto probabile vista la frammentazione.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 25 marzo 2015
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