Croce Rossa, 2 lettere sulla vicenda Luino

La comunicazione ufficiale condivisa dalla maggioranza dei volontari e una lettera ufficiosa che ha un'altra posizione

La vicenda della Croce Rossa di Luino fa ancora discutere. La guardia di finanza ha indagato sul comitato locale, la Croce Rossa regionale ha difeso il comitato e spiegato le ragioni di quanto accaduto. I delegati di area di Luino (ogni comitato ha 7 aree) hanno scritto una lettera a sostegno del presidente Buchi, che pubblichiamo di seguito. E’ una lettera autorizzata dalla Croce Rossa regionale, ed è stata letta durante la conferenza stampa tenutasi ieri alla Croce Rossa di Varese per spiegare le ragioni dell’associazione. E’ una posizione condivisa dalla gran parte dei soci. Di seguito invece ci è giunta anche un’altra lettera, inviato mercoledì, e che rappresenterebbe il punto di vista di chi invece ha presentato gli esposti. E’ firmata “la minoranza”.

La lettera dei delegati d’area che rappresenta la posizione ufficiale dei volontari della Cri di Luino 

In qualità di Volontari e in rappresentanza della maggioranza assoluta dei soci dell’Assemblea del Comitato Locale di Luino intendiamo prendere posizione rispetto a quanto pubblicato sugli organi di stampa nei giorni 19 e 20 giugno scorsi, in riferimento all’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Luino su delega della Procura della Repubblica di Varese, in merito a fatti che si sarebbero verificati nel 2013 e che riguarderebbero sia il nostro Presidente che altri 9 volontari.
Non è certo questa la sede per entrare nel merito dei suddetti accadimenti e non spetta a noi giudicare.
Siamo però coscienti delle dinamiche di CRI, dei regolamenti interni, della prassi in uso in tutti i Comitati italiani, piccoli e grandi, e siamo vicini al nostro Presidente e a tutti i volontari coinvolti perché sappiamo che si sono sempre comportati con correttezza e nell’interesse esclusivo del Comitato di Luino.
Siamo certi che tutti i 10 volontari coinvolti potranno far luce su ogni aspetto della vicenda e sulla realtà dei fatti, allontanando dalle loro persone – nonché dal Comitato a cui appartengono – ipotesi di condotte penalmente rilevanti, oggetto di prematura e sproporzionata rilevanza mediatica.
Siamo Croce Rossa, siamo volontari, ci ispiriamo ogni giorno ai 7 Principi nell’impegno quotidiano per chi chiede aiuto, per chi è in difficoltà, per le realtà del territorio che come noi svolgono missioni benefiche e solidali per la gente e per una nuova sensibilità al bisogno.
Crediamo fortemente nella Giustizia e nel rispetto verso le persone. Non si fanno processi in piazza o sui giornali; rimane il diritto di difendersi nel rispetto delle persone e delle regole di convivenza civile e di libera informazione.
Siamo scossi da quanto accaduto. Dal modo soprattutto in cui si è voluto fare del male a chi dona gratuitamente il proprio tempo da anni con sacrificio per far crescere la Croce Rossa di Luino. A chi ci ha messo sempre la faccia con passione ed impegno.
Coloro che hanno sollevato il polverone hanno danneggiato e infangato l’emblema della Croce Rossa e auspichiamo che, una volta fatta chiarezza, abbandonino spontaneamente la nostra Associazione, perché non degni di indossare la nostra divisa.
Confidiamo quindi che tutto venga chiarito, confermando, oggi più che mai, il nostro sostegno a Pierfrancesco per continuare il suo impegno come nostro Presidente, in linea con la maggioranza dei volontari della CRI di Luino che anche giovedì 18 giugno scorso, durante l’Assemblea dei Soci, hanno confermato la loro piena fiducia.
I Referenti di Area della Croce Rossa di Luino

 

 

La lettera firmata “la minoranza”. 

In merito agli accadimenti che in questi giorni stanno interessando la Croce Rossa di Luino alcuni volontari intendono precisare quanto segue.
La notizia della conclusioni delle indagini rispetto ad ipotesi di reato che vedono coinvolti il Presidente Pierfrancesco Buchi e altri 10 volontari ha generato comprensibili reazioni di preoccupazione e malumore all’interno della realtà volontaristica luinese, sentimenti senz’altro acutizzati dalla vasta eco mediatica che la notizia ha generato.
Tuttavia riteniamo che questo non giustifichi le parole usate quest’oggi nella conferenza stampa convocata presso il comitato di Varese, le qual non rispecchiano il vero e da cui riteniamo di dover prendere con forza le distanze.
Non corrisponde a verità che la lettera di vicinanza al Presidente Buchi sia stata approvata all’unanimità da parte dell’assemblea dei volontari, riunita peraltro prima della pubblicazione della notizia sugli organi di stampa e caratterizzata anche da alcune prese di posizione contrarie all’operato del Buchi.
Non corrisponde a verità il fatto che l’intero corpo volontari della Croce Rossa luinese chieda le dimissioni di chi ha ritenuto di dover denunciare dei fatti all’autorità giudiziaria,  non condividendo certo quella che ha tutta l’aria di una deriva riassumibile nel noto “abbiamo sempre fatto in questo modo, se ti va bene e così, altrimenti li c’è la porta”.
Non corrisponde a verità che si sia espressa l’opinione unanime di indegnità dei volontari di cui sopra a portare la divisa di Croce Rossa, ribadendo che un’associazione umanitaria e pubblica merita trasparenza e correttezza sulla gestione delle risorse, non dovendo certo temere un accertamento da parte dell’organo inquirente.
Riteniamo che sia interesse di tutti lasciare che la Magistratura lavori per appurare le eventuali responsabilità degli indagati, sicuri del fatto che, se tutto è stato fatto correttamente, non ci sia nulla da temere.
D’altro canto occorre anche che ci si astenga dall’ingenerare una insensata caccia alle streghe nei confronti di chi ha ritenuto di dover segnalare le presunte irregolarità –concentrandosi piuttosto sulla fondatezza delle stesse- questo infatti non nuoce solo ai diretti interessati, ma soprattutto all’immagine dell’Ente,  che rischia di apparire come una sorta di realtà opaca con regole tutte sue e su cui non è ammesso un controllo in merito alle modalità di impiego delle finanze.
Alcuni –forse la minoranza, la minoranza assoluta, poco importa- volontari della Croce Rossa.

 

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Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 24 Giugno 2015
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