Lavoratori in nero e senza permesso, chiuso ristorante cinese
Su venti dipendenti, cinque erano in nero. Denunciato l'amministratore, multe per 115mila euro per varie violazioni
I dipendenti erano in buona parte in nero e senza permesso di soggiorno, sul luogo di lavoro c’erano anche telecamere illegali. Per questo (e non solo) è finito nei guai L.A., cittadino cinese socio amministratore di una ditta di ristorazione di Gallarate.
Venerdì sera, i carabinieri della Compagnia di Gallarate, con il sostegno del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) e del Nucleo Ispettorato del Lavoro, si sono presentati nel locale e hanno accertato che l’uomo aveva occupato alle proprie dipendenze quattro cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno (che sono stati tutti denunciati). Per questo il 37enne è stato denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Ma non solo: un quinto dipendente (dei venti totali) era regolare ma comunque al lavoro in nero. Inoltre l’uomo aveva anche installato illecitamente un impianto audiovisivo per controllo a distanza dei lavoratori, pratica vietata dalla Legge.
Mancavano poi anche le procedure relative al controllo sugli alimenti conservati, i documenti sulla sicurezza. Dal punto di vista economico ha ricevuto ammende e sanzioni amministrative per quasi 115mila euro complessivi, oltre appunto alle denunce penali, mentre sono stati recuperati contributi e oneri previdenziali per quasi 10 mila euro. Inoltre alla fine è scattato anche il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
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