La Fiom dice no a Finmeccanica sulla “one company”

I metalmeccanici della Cgil vogliono più garanzie sulla riorganizzazione annunciata dall'ad Mauro Moretti. Fim e Uilm firmano l'accordo e specificano: «Il testo sottoscritto non autorizza l'azienda a licenziare»

Nulla di fatto nell’incontro tra la delegazione della Fiom Cgil e i vertici di Finmeccanica. Le distanze sul processo di unificazione voluto dall’ad Mauro Moretti, che dal primo gennaio 2016 porterà le sei controllate nella “one company”, rimangono le stesse. I metalmeccanici della Cgil rifiutano l’accordo sulla procedura ex articolo 47 della Legge 428/90 che invece Fim e Uilm hanno già siglato. Il problema riguarda la riorganizzazione del personale annunciata da Finmeccanica sulla quale la Fiom vorrebbe maggiori garanzie.

Così Rosario Rappa della segreteria nazionale della Fion: «Nell’incontro tenuto tra Finmeccanica e le organizzazioni sindacali, come Fiom abbiamo ancora una volta dichiarato la nostra indisponibilità a sottoscrivere un verbale di procedura di trasferimenti d’azienda che non contiene garanzie di tutela per i lavoratori». In particolare, la Fiom ha chiesto di inserire nel verbale la frase: «Finmeccanica si impegna a individuare con le organizzazioni sindacali percorsi condivisi e finalizzati all’utilizzo di strumenti conservativi dell’occupazione non traumatici, ovvero ad evitare licenziamenti».

Ben diversa la posizione di Giovanni Contento segretario nazionale della Uilm. «Finmeccanica non ci ha mai dichiarato né ufficialmente, né informalmente, eccedenze di personale riguardanti il passaggio previsto per il primo gennaio 2016 dalle attuali società del Gruppo alle divisioni dello stesso – spiega Contento -. La trattativa tra le parti  sta procedendo in modo sereno grazie ad un confronto proficuo. A questo riguardo abbiamo riscontrato importanti aperture relative al tema del superminimo aziendale, proprio ora che stiamo discutendo l’armonizzazione delle buste paga. Infatti, il cosiddetto “superminimo collettivo” verrà riconosciuto dall’inizio del prossimo anno a tutti i neoassunti, mentre tutti gli altri addetti, già in pianta organica della società, manterranno come salario il medesimo montante finora percepito nel corso del 2015».

La Fim Cisl nazionale in una nota pubblicata subito dopo l’accordo puntualizza che «La gestione di tutti gli effetti dell’implementazione del nuovo assetto organizzativo societario, comprese le eventuali insaturazioni o eccedenze di personale che possano generarsi dalla sovrapposizione delle varie società, dovrà prevedere specifici tavoli di confronto sindacale che negozieranno le soluzioni più idonee a gestire le varie situazioni. Relativamente alle eventuali eccedenze, l’azienda ha chiarito che queste potrebbero riguardare personale indiretto di staff mentre non si prevede alcuna tensione occupazionale per gli ambiti produttivi. Questo tema era assolutamente noto alle organizzazioni sindacali al punto che anche durante la discussione relativa al contratto di secondo livello, la stessa azienda aveva identificato come potenziali strumenti per evitare impatti occupazionali, l’attivazione di azioni di formazione e riqualificazione del personale eventualmente coinvolto e l’insourcing di attività. Il testo sottoscritto non rappresenta pertanto nessun pre-accordo né tantomeno l’autorizzazione all’azienda a procedere a licenziamenti».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Novembre 2015
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