Cambio di nome: confronto tra la preside del Daverio-Casula e le associazioni
La conferenza stampa indetta da Anpi e comitato Varese per l'Italia 1859 si è tasformato in un faccia a faccia acceso tra le associazioni e la dirigente che rimangono su posizioni diverse
Doveva essere la conferenza stampa in cui Anpi e Varese per l’Italia 1859 avrebbero dovuto esporre la propria posizione in merito alla decisione dell’Isiss Daverio-Casula-Nervi di cambiare il nome della scuola e invece si è trasformata in un faccia a faccia con la preside dell’istituto ed alcuni professori che non ha mancato di regalare qualche momento dai toni accesi.
All’incontro con i giornalisti, organizzato in Sala Montoli, erano presenti la presidente dell’Anpi Margherita Giromini, il professor Lacaita e Angelo Monti tra i fondatori del comitato Varese per l’Italia 1859. Tra i presenti c’erano anche la dirigente dell’istituto Nicoletta Pizzato accompagnata dai professori Romano e Ricardi.
«Vogliamo solo ribadire la nostra richiesta di ripensare la decisione sul cambio di nome attuata dall’istituto – hanno detto in coro i tre rappresentanti delle associazioni – Francesco Daverio (eroe risorgimentale) e Nuccia Casula (partigiana) sono due figure importanti per questo territorio e per l’intero Paese, sono ancora pietre vive che stanno alla base dell’Italia di oggi».
«La scuola è libera di scegliere il nome ma bisogna chiedersi se è corretto che dei giovanissimi, che magari ancora non conoscono storia locale, debbano decidere una cosa così importante – ha sottolineato Margherita Gironimi – Noi non vogliamo una guerra tra le nostre associazioni e la scuola. Abbiamo capito il percorso fatto dalla scuola per arrivare a questa decisione ma ci teniamo a dire che seppur dotata di autonomia una scuola deve comunque mantenere vivo il legame col territorio».
Angelo Monti ha ricordato un’iniziativa fatta alcuni anni fa per sottolineare come questa richiesta non sia pretestuosa ed estemporanea: «Qualche anno fa la nostra associazione aveva proposto al Daverio di mettere accanto al busto che lo rappresenta una breve storia del personaggio perchè molti non sapevano chi fosse». Il professor Licata chiede semplicemente una cosa: «Non ci sono motivi validi per cambiare il nome alla scuola. Non fatelo».
La preside, dopo aver ascoltato tutte le posizioni, è intervenuta sottolineando come si sia sentita «offesa e insultata nella dignità della scuola che rappresento» e definendo l’appuntamento con la stampa un «Processo pubblico alle intenzioni quando sarebbe bastato, prima di parlare coi giornali, venire a parlarne con noi». La preside ha anche illustrato come le tre figure (Casula, Daverio e Nervi) verranno comunque ricordate intitolando alcune aule e mantenendo i loro nomi nel logo della scuola: «Non vogliamo dimenticare niente e nessuno, intendiamo solo creare un’identità che accomuni i 1350 ragazzi che frequentano questo istituto».
Naturalmente non è mancata la replica da parte di alcuni presenti che hanno sottolineato come «l’identità non si costruisca su un nome ma su un’offerta formativa valida e caratterizzante». A questa osservazione hanno replicato due professori dell’Isiss sottolineando «l’importante lavoro che viene fatto sotto il profilo storico e sotto quello artistico per rivalutare e dare il giusto spazio a queste tre figure». Il confronto si è concluso con la preside che ha annunciato di voler riportare al Consiglio d’Istituto le posizioni delle due associazioni che si sono opposte a questo concorso.
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