“Filmstudio90 non deve chiudere, la città ne ha bisogno”

Affollata conferenza stampa nella sede dell'Arci. Il blitz, i retroscena e le iniziative di mobilitazione dei soci del mondo delle associazioni culturali

Ci sono tanti paradossi in questa strana vicenda. La polizia locale chiude  all’improvviso la sala Filmstudio90, lo storico cineforum alternativo della città, ma 4 mesi fa chiese degli adeguamenti e operò dialogando, in accordo con l’associazione, tanto che i lavori per rendere idonei i locali furono subito effettuati. E inoltre, tutto nasce da una scritta troppo piccola nelle locandine dove non sarebbe stato adeguatamente pubblicizzato che l’entrata è con tessera. (foto sopra, a sinistra Adriano Gallina di Convergenze, Giulio Rossini di Filmstudio90)

Ma l’associazione ha 2.500 soci tesserati e lavora da 23 anni sempre con la stessa modalità: anche i sassi sanno che la tessera è obbligatoria. C’è poi, se vogliamo, anche il paradosso culturale: che dire del fatto che Emiliano Bezzon, il capo della polizia locale, è a sua volta uno scrittore di libri gialli e amante della cultura? Come mai i vigili sono stati così severi e senza preavvisare, mentre in passato erano stati così dialoganti? 

Filstudio90

(La conferenza stampa all’Arci: Adriano Gallina e Giulio Rossini)

L’assessore alla sicurezza Carlo Piatti, peraltro uno dei candidati a succedere ad Attilio Fontana alla guida del centrodestra, come commenta? Varesenews lo ha cercato più volte ma non ci risponde al telefono da due giorni. Il sindaco Attilio Fontana, interpellato dal consigliere comunale del Pd Andrea Civati, ha spiegato che non sapeva nulla del blitz della polizia locale. C’è da credergli, Fontana è sempre stato molto dialogante con il mondo che ruota intorno alla Coopuf di via De Cristoforis, dove riscuote tutt’oggi molte simpatie per l’esperienza di Cortisonici.

Insomma, che sta succedendo? E’ vero che si tratta di un controllo amministrativo: ma perchè i vigili 4 mesi fa contrattarono con Filmstudio e avvisarono aprendo un dialogo sulla necessità di adeguare la sala alle normative, e invece questa volta hanno compiuto fatto il verbale, la denuncia alla procura e stop?

I fatti sono questi e la chiusura di Filmstudio 90 assume i contorni di un giallo di provincia. La polizia commerciale è intervenuta perchè ha equiparato, in sostanza, la proiezione con tessera a quella pubblica. Filmstudio90 avrebbe utilizzato le affissioni dei film per entrambe le attività (la Sala Macchi di via de Cristoforis e il Cinema Nuovo di Viale dei Mille), ma avrebbe scritto troppo in piccolo che in via De Cristoforis si entra solo con la tessera.

Filstudio90

(Tante persone portano la solidarietà a Filmstudio90)

«Ci hanno detto questo, giuro – osserva Giulio Rossini – noi abbiamo sempre fatto tutto nella legalità. Abbiamo speso 20mila euro per gli adeguamenti che ci hanno richiesto nei mesi scorsi. Abbiamo anche apposto la vernice antincendio in sala».

Nella sede Arci di via Monte Golico, c’è una piccola folla di varesini venuti a sostenere Filmstudio90. Parlano in tanti: Andrea Civati del Pd, Pippo Pitarresi ex consigliere comunale, Massimo Lazzaroni di Filmstudio, Alberto Minazzi di Legambiente, Adriano Gallina di Convergenze, Michele Todisco di Coopuf, Alberto Tognola consigliere delegato della provincia di Varese per la cultura. «Il nostro avvocato ha già chiesto il dissequestro – osserva Rossini – faremo ricorso, ma soprattutto nei prossimi giorni daremo vita a una serie di iniziative. Filmstudio90 vivrà in vari luoghi che ci hanno offerto di organizzare eventi, ma soprattutto chiediamo a tutti, oggi, di far sentire la propria voce. Varese ha bisogno di cultura, i cittadini vogliono di più di quello che viene offerto loro».  Ultimo paradosso: nella sala sotto sequestro si tengono anche degli incontri di Varese Corsi, ovvero del Comune.

Aggiornamento:
Il comunicato dell’assessore Piatti

Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
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Pubblicato il 22 Gennaio 2016
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