Nasce il colosso (locale) della raccolta rifiuti

Dall'aggregazione del settore ambientale di Amsc in Ala parte la realizzazione di una supersocietà che si occupa di spazzamento, raccolta differenziata e piattaforme ecologiche in un'area di 250 mila abitanti

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Aemme Linea Ambiente e Amsc si aggregano e nasce la società più importante nel settore dell’igiene ambientale di tutto il quadrante nord-Ovest di Milano mentre Agesp di Busto Arsizio resta a guardare, per il momento. La cessione da parte della municipalizzata del ramo ambientale ad Amga è stata suggellata questa mattina, mercoledì, nella sala degli arazzi del Maga di Gallarate, una location insolita e dedicata all’arte che accoglie due soggetti che si occupano di rifiuti.

Questo matrimonio permette la creazione di una società che opera in 18 comuni con oltre 250 mila abitanti e con un fatturato che supera i 27 milioni di euro e dà lavoro a 250 persone. Numeri che potrebbero diventare ancora più importanti qual’ora Busto Arsizio decidesse di entrare a farne parte. L’obiettivo è quello di creare un’economia di scala che permetta alla società di abbassare i costi del servizio e, di conseguenza, la tassazione sui rifiuti per i cittadini.

Nicola Giuliano, presidente di Amga, è convinto della bontà dell’operazione: «Nel piano industriale del gruppo abbiamo inserito un perimetro ben più ampio di quello che ha sempre caratterizzato Aemme Linea Ambiente. Già quest’anno siamo riusciti ad abbassare i costi del 5% ma nel 2016, grazie all’ingresso di Amsc, contiamo di diminuire ancora. Nel 2015 siamo stati tra le poche società in Italia che hanno diminuito il costo del servizio che erogano».

Ala si occupa di raccolta rifiuti, spazzamento meccanico e manuale, gestione della piattaforme ecologiche. L’aumento delle dimensioni genera risparmi. Un principio che è ben rappresentato nel decreto Madia sulla Pubblica Amministrazione che è appena entrato in vigore: «Noi lo abbiamo anticipato di 18 mesi – sottolinea Giuliano –  gli utili generati andranno per 2/3 all’abbassamento della Tari ed un terzo al rinnovo del parco mezzi della società.

Alla presentazione dell’aggregazione erano presenti anche i sindaci delle tre principali città che posseggono le quote aziendali: Gallarate con Edoardo Guenzani, Legnano con Alberto Centinaio e Marco Invernizzi di Magenta. Tutti e tre sindaci del centrosinistra.

Forse è anche per questo motivo che Busto Arsizio non ha voluto chiudere l’accordo rimandando tutto a dopo le elezioni anche perchè – da quanto rivela lo stesso Giuliano – l’interlocuzione con Busto è stata attiva e positiva ma quando Gallarate ha deciso di accelerare per chiudere a gennaio 2016 Busto ha preferito rimandare. Per il primo cittadino gallaratese «i dati numerici parlano da soli e fanno capire il vantaggio di questa operazione. Si tratta di una scelta che va al di là dei confini comunali».

Per Alberto Centinaio si tratta di una giornata storica: « Da sempre sono attivo sostenitore dell’unione dei servizi di un territorio tra Alto Milanese e Basso Varesotto che superi i campanilismi. – ha detto e poi ha sottolineato – Chi è bravo a fare una cosa la deve fare per tutto il territorio. Chi è bravo deve trainare gli altri e farli crescere. Gallarate lo fa bene nella cultura (e di recente ha preso in gestione Palazzo Leone da Perego a Legnano, ndr), Legnano è brava nella gestione dei rifiuti. Spiace che a questo tavolo non ci sia Busto Arsizio ma spero che questo esempio venga portato al tavolo di Accam. Questo territorio merita politici che sappiano guardare al futuro». 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2016
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