Una pietra d’inciampo in memoria del capitano Nicolini

Sarà l'artista berlinese Gunter Demnig a posarla personalmente. La commemorazione si terrà domenica 17 gennaio

Stresa

Domenica 17 gennaio alle 15, per iniziativa dei famigliari, verrà posata una Stolperstein (Pietra d’inciampo) in memoria del Capitano Giuliano Nicolini, Medaglia d’argento al Valor Militare, I.M.I. – Internato Militare Italiano e uno dei 44 Eroi di Unterlüss a Stresa, nella strada privata adiacente alla Piazza Possi di fronte all’abitazione del capitano Nicolini. Sarà l’artista berlinese Gunter Demnig a posarla personalmente.  Seguirà una commemorazione organizzata dalla Città di Stresa alle 16 in sala Canonica del Municipio (Piazza Matteotti).

Nato a Stresa  il 25 marzo 1913, fu ucciso nel campo di punizione di Unterlüss (Germania) il 6 aprile 1945.
Giuliano Nicolini, diplomato perito agrario-enotecnico alla Regia Scuola di viticoltura ed enologia di Alba, lavorava nell’azienda di famiglia nel commercio e importazione di vini. Nel 1942 è dislocato nei Balcani come Tenente di fanteria di complemento con il 114° Battaglione Mitraglieri della Guardia alla Frontiera e combatte in Albania e Montenegro. Promosso al grado di Capitano nel corso del 1943, dopo l’armistizio dell’8 settembre è tra coloro che non intendono consegnare le armi ai tedeschi e viene deportato in Germania.
Segue la via crucis dell’internamento nei vari campi di Deblin-Irena (fortezza di Ivangored, Polonia), Wsuwe, Oberlangen, Sandbostel, fino a Wietzendorf. Qui è uno degli ufficiali che, il 16 febbraio 1945, trasportati come scudi umani all’aeroporto in disuso di Dedelsdorf dove era stato allestito un bersaglio “civetta” per dirottare i bombardamenti alleati, si rifiutarono di collaborare con i nazisti che volevano costringerlo al lavoro forzato alla Rheinmetall, fabbrica che costruiva materiale bellico.
Cinque giorni dopo un comandante della Gestapo e un reparto di SS ne scelsero 21 destinati alla fucilazione: altri 44, tra cui Giuliano Nicolini, si offrirono volontari per morire al posto dei compagni. Il giorno 24, indispettiti dal gesto valoroso dei militari italiani, i tedeschi decisero di avviarli alla “rieducazione al lavoro” nel campo di concentramento di Unterlüss, tra i più duri di tutta la Germania. Un mese e mezzo di denutrizione, vessazioni, torture portano allo stremo i prigionieri e sei di loro perdettero la vita sotto i colpi degli aguzzini. Il 6 aprile 1945 Giuliano Nicolini viene bastonato a morte da un sorvegliante ucraino tre giorni prima della liberazione del campo. La sua morte è raccontata da Giovanni Guareschi nell’opera “Il grande diario. Giovannino cronista del Lager” e dagli ufficiali compagni di prigionia Antonio Rossi, Evandro Luzi, Giuseppe Basile nei loro diari pubblicati.

Il corpo fu sepolto in un campo e dopo la liberazione fu individuato dal compagno di prigionia stresiano Paolo Diverio che fece in modo che la tomba venisse custodita dal proprietario del campo e dal pastore protestante di Unterlüss. Al suo ritorno in Italia scrisse una lettera a tutti i superstiti pregandoli di non rivelare alla madre l’atroce fine del figlio, ma di raccontarle che era spirato serenamente nel sonno con l’intenzione di alleviare il suo dolore. Nel mese di gennaio del 1950 tornò in Germania per recuperare la salma e farla trasferire a Stresa dove riposa nel cimitero comunale.
Per la tragica vicenda, testimoniata alla Croce Rossa Internazionale da alcuni civili tedeschi, tra i quali l’economo del campo di punizione Otto Wahl, nel dopoguerra, nel 1953, gli fu conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare. In occasione delle celebrazioni del 25 aprile 1972 il Comune di Milano lo ha onorato come Martire per la libertà, mentre nel 1974 il Consiglio regionale del Piemonte lo ha riconosciuto “Deportato politico nei campi nazisti e Combattente per la libertà”. Lo scorso 2 giugno gli è stata conferita a Varese la medaglia d’Onore.

Il 24 febbraio 2015, nel settantesimo anniversario dell’atto di eroismo, il comune di Avigliana ha celebrato i 44 eroi con un’importante cerimonia a cui hanno partecipato una cinquantina di famigliari,  alcuni sindaci dei comuni dove risiedevano gli Eroi e il superstite Michele Montàgano che lo scorso aprile è stato invitato a testimoniare la sua vicenda in Parlamento a Camere riunite e alla presenza del Capo dello Stato Mattarella. E’ in corso di pubblicazione per un’importante casa editrice un saggio sui 44 Eroi di Unterlüss. L’autore, Andrea Parodi giornalista e storico torinese, fiduciario ANRP per il Piemonte e membro del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale del Piemonte sarà presente alla posa della Stolperstein e rievocherà la vicenda con un discorso pubblico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2016
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