Alla primavera la Liuc chiede più libertà

In occasione dell'iniziativa "Primavera delle università" il rettore Visconti e il presidente Graglia lanciano un appello: "Allentare le briglie del controllo per liberare la crescita e lo sviluppo"

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«Per liberare risorse bisogna liberare l’università come le imprese dalla burocrazia, dall’eccesso di regole che frenano il cambiamento e la crescita». E’ un appello accorato quello che il rettore dell’Università Liuc Federico Visconti e il presidente della Liuc Michele Graglia lanciano in occasione dell’iniziativa nazionale voluta dalla Crui (Conferenza dei rettori della università italiane) dal titolo “Primavera delle università”.

Questa mattina (lunedì) il rettore, affiancato dal prorettore Raffaella Manzini e dal presidente Graglia, hanno presentato alcune nuove proposte nell’offerta formativa dell’ateneo e hanno approfittato dell’occasione per sottolineare come l’eccessiva regolamentazione a tutti i livelli (da quello locale a quello europeo) «bloccano l’innovazione, basti pensare alle difficoltà che abbiamo a far approvare un nuovo corso universitario – spiega Visconti – che magari per noi ha un senso e vorremmo che si attivasse rapidamente per rispondere con maggiore velocità ai bisogni del mondo dell’impresa». Stessa cosa accade sul fronte delle imprese quando vogliono anche solo cambiare un macchinario.

Nonostante questi problemi alla Liuc non ci si ferma mai nell’adeguare la formazione alle esigenze. Se per quanto riguarda la facoltà di economia si assiste ad un consolidamento dell’offerta per giurisprudenza un’attenzione particolare sarà dedicata all’approfondimento di 2 ambiti: gli aspetti giuridici dell’innovazione (tutela di brevetti e marchi) e i sistemi alternativi di risoluzione delle controversie o ADR (Alternative Dispute Resolution), ovvero mediazione e conciliazione, sia a livello nazionale che internazionale, per far fronte alla crisi dei sistemi giudiziari statali. Inoltre, verrà dato sempre maggiore impulso alla possibilità della doppia laurea, caratterizzata dall’integrazione fra gli studi economici e giuridici, per conseguire in soli sei anni accademici il doppio titolo di laurea magistrale in Giurisprudenza e in Economia.

Per quanto riguarda la facoltà d’ingegneria si assisterà all’introduzione di 3 nuovi percorsi legati al macro – tema della “fabbrica 4.0”. Progettazione e gestione della fabbrica intelligente (ex Lean manufacturing): un percorso sostanzialmente nuovo che si fonda sulla presentazione dei vari aspetti del nuovo paradigma legati al manifatturiero e sull’uso di strumenti simulativi per la progettazione di sistemi di produzione Digital consulting (ex Business consulting): il percorso ha l’obiettivo di formare ingegneri gestionali capaci di inserirsi rapidamente ed efficacemente in società di consulenza organizzativa e direzionale. Il corso è composto da tre moduli fra loro interconnessi che trattano di Digital Transformation Design, Digital Consulting Methods and Cases e Business Process Innovation. Green and safe (ex Environment and safety management): l’obiettivo di questo percorso è approfondire la formazione sulle tematiche della gestione di ambiente e sicurezza del lavoro nell’impresa. Inoltre, viene introdotta la possibilità di frequentare un intero anno della Laurea Magistrale in lingua inglese.

Il modello della ricerca è stato, infine, approfondito da Raffaella Manzini recentemente nominata Prorettore alla Ricerca con l’obiettivo di potenziare le attività in corso. La ricerca in chiave LIUC significa attività fortemente dinamiche e con ricadute ben precise sulla didattica (opportunità concrete per gli studenti) e sulla cosiddetta “terza missione” (applicazione diretta della ricerca al tessuto sociale e produttivo per una crescita complessiva della società, con un’attenzione particolare alle ricadute positive per le imprese). Tra le aree su cui si sta maggiormente investendo, il macro tema della fabbrica 4.0 e dell’imprenditorialità, anche grazie a prestigiose partnership internazionali.

Altro ambito di ricerca internazionale è il cosiddetto DiDIY (Digital Do It Yourself). Si tratta di un progetto finanziato da Horizon 2020 (strumento di finanziamento alla ricerca scientifica e all’innovazione della Commissione Europea) in cui la LIUC – Università Cattaneo è capofila. Obiettivo del progetto, che ha un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, è contribuire a chiarire le condizioni per cui gli strumenti del cosiddetto “fai da te digitale”, dalle stampanti 3D alle schede Arduino per la prototipazione rapida, potranno migliorare la nostra società, valorizzando la creatività degli individui e le sempre più diffuse possibilità di fare “innovazione aperta”. I materiali realizzati a oggi sono disponibili nel sito www.didiy.eu, che raccoglie diversi contributi e segnala iniziative nelle quali viene presentato il progetto o relative a temi a questo correlati.

Sempre sul versante della fabbricazione digitale, è ricca anche l’attività di formazione: in particolare, l’offerta formativa della LIUC sul tema comprende corsi per le imprese e i professionisti (accreditati dagli Ordini territoriali degli architetti e ingegneri), un laboratorio di Creatività, Innovazione e Design per gli studenti del corso di laurea in Ingegneria Gestionale, corsi per studenti e docenti delle scuole superiori, seminari e workshop introduttivi aperti a tutti. Ad oggi sono state coinvolte nelle varie tipologie di corsi oltre 250 persone. I corsi sono organizzati da SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale all’interno del MakerBot Innovation Center, il primo centro di questo tipo in Europa frutto dell’accordo siglato con MakerBot Europe (MakerBot è una delle prime e più note aziende produttrici di stampanti 3D).

Dati in controtendenza sul fronte degli stage. Ogni anno sono circa 1.000 gli stage e tirocini effettuati. Rispetto agli ultimi dati diffusi da Eurostat (il 52,9% dei laureati italiani a 3 anni dalla laurea risulta occupato, a fronte di una media europea dell’80,5%), i dati LIUC risultano poi decisamente in controtendenza, con circa il 90% che trova lavoro a 3 anni dalla laurea (fonte: Almalaurea). Stage all’estero, le relazioni internazionali, un ottimo servizio placement sono le caratteristiche che fanno dello studente e del laureato Liuc un appetibile figura da inserire in azienda.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2016
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