Ha due cugini candidati, il prete scrive cosa vorrebbe per Inarzo

Ha scoperto di avere due parenti nelle liste "antagoniste" ed ha mandato ad entrambi, lui sacerdote di Milano, una lettera di cosa andrebbe fatto per il paese

141Tour Inarzo

E’ un po’ una storia alla Don Camillo. Lui è un prete di Milano che ha scoperto di avere due cugini candidati a Inarzo, nelle due liste antagoniste “Inarzo Futuro” e il “Il mio paese Inarzo”. Allora ha pensato bene di scrivere una lettera ad entrambi, per segnalare quel che un abitante di città vede quando arriva nella nostra provincia, lettera che ci è stata segnalata dal candidato Montagna.
La pubblichiamo volentieri ed integralmente (abbiamo omesso solo i nomi per rispetto della privacy).

Inarzo, lo speciale elettorale 

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Cara B.,

come ti avevo promesso ecco qui due righe su Inarzo. Ma permetti che le mandi anche a C. : mica capita tutti i giorni di avere due candidati parenti!

Quindi se vi fa piacere, parlo ad entrambi per dire che…

  1. Quando torno a casa dei miei genitori, o arrivo in macchina o niente visto che il treno me lo scordo. La ‘tradotta’ Giuliani & Laudi, o chi per essa, è ancora l’unico mezzo di collegamento tra Varese e il lago, dopo la carrozza a cavalli.
    Una circum-lacuare per tutti i borghetti perimetrali al lago? È così difficile capire che: per abbattere i costi dei servizi, per defaticare il traffico, per salvaguardare quel poco che c’è ancora da salvaguardare della natura, per consentire agli anziani di fare la spesa e agli studenti di muoversi per andare a scuola ecc.,  questi ex-paesi devono adeguarsi ai collegamenti tipici dei quartieri cittadini? Non pensate sia una scelta di civiltà?
    Così resto sempre più a Milano, in attesa che l’area metropolitana diventi realtà con le future generazioni (ho 54 anni sic…).
  2. Quando torno a casa dei miei genitori e uso la moto a volte faccio il Sempione.
    Uscito a Rho, in 65 km ho contato una trentina di comuni da attraversare, ma parlo di un’area che comunque, per  più della metà, è occupata da Legnano, Castellanza, Busto e Gallarate cioè quattro cittadine belle estese che oltre che fare da collante a tutto il resto, aiutano una migliore distribuzione delle destinazioni dei vari piani regolatori.
    Arrivato a Gazzada in 8 km di comuni ne attraverso sei. Domanda: ma cosa ci fanno quei sei comuni alla fine della tratta, soli soletti coi loro cartelli bilingue mentre dietro di loro c’è il resto del mondo, quello davvero produttivo e che sta diventando un’intera città multietnica e multilingue? Unirsi? Macché. Così resto sempre più a Milano in attesa che l’area metropolitana diventi realtà con le future generazioni (ho 54 anni sic…).
  3. Quando torno a casa dei miei genitori, in macchina o in moto (a questo punto non fa differenza visto che è l’unico modo per raggiungere l’agognata meta), vado a bere il caffè dalla Maria Vanetti e mi accorgo che il lago potrebbe essere una bella area verde da far godere al mondo intero, la Greenwich londinese prealpina.
    Ma lo ripeto per l’ultima volta, devo purtroppo restare a Milano in attesa che l’area metropolitana diventi realtà con le future generazioni (ho 54 anni sic… non ci arriverò mai).
    Ciao V.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 24 Maggio 2016
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  1. Scritto da Felice

    Gentile Sig. V.
    sulla questione di un miglior piano regolatore nelle cittadine di Busto-Legnano-Gallarate in quanto condiviso ha proprio una visione distorta.
    Cementificate all’inverosimile, centri commerciali ovunque e ormai confini irriconoscibili essendo una distesa ininterrotta di fabbricati.
    La condivisione se c’è stata è sull’utilizzo della betoniera e della motosega.
    Felice (nato a Legnano ma scappato molto tempo fa).

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