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“Un bilancio che toglie soldi alla povera gente”

L'affondo di Sel (Cordì) e della Sinistra Varese futura (Pandolfo): contro il centrodestra, ma anche contro il Pd che fa "demagogia"

Cordì Pandolfo

E’ stata una “orrenda sceneggiata”, secondo Rocco Cordì di Sel, la protesta del Pd in cui si accusava la giunta Fontana di vendersi anche Palazzo Estense: “Perché è falso che vogliano vendere il palazzo, ma anche perché quando uscimmo dall’aula nel 2015 contro la bocciatura di ben 160 emendamenti al Pgt, il capogruppo del Pd mi disse che non avevamo una cultura di governo. E adesso, a ridosso delle elezioni, eccoli qui quelli con la cultura di governo…”.

La sinistra-sinistra ne ha per tutti e contro il Pd è un vero fuoco di fila: “Loro adesso parlano solo per demagogia – – afferma Cordì – noi siamo stati gli unici a denunciare un piano delle opere pubbliche da 150 milioni, e che nel 2015 che prevedeva 70 milioni di investimenti invece degli attuali 25 milioni. Un libro dei sogni totalmente irrealizzabile e un bilancio che già da allora confermava i trend di oggi: ovvero le riserve di Aspem Reti prosciugate per far quadrare i conti, la cancellazione del nostro pacchetto azionario in A2A, 7 milioni di mutui che hanno un effetto devastante sulle spese correnti soprattutto a discapito delle classi più deboli. Fin dal 2011 era chiaro che si dovesse fare altro e non tutte le opposizioni hanno avuto la chiarezza di dirlo”.

TASSE ALTE

Pandolfo e Cordì osservano che nel bilancio, solo per alcune voci di tassazione come Addizionale Irpef, Tasi e Imu –  peraltro già alle aliquote più altre – si arriva a circa 40 milioni di entrate, e che la tassazione per ogni cittadino è dunque di circa 500 euro annuali a carico di ogni varesino. Non poco, ripetono i due alfieri della sinistra-sinistra, ma soprattutto specchio di una politica di bilancio spesso drogata da interventi straordinari e non più sostenibile. Cordì cita in merito la nota tecnica alla relazione di bilancio presentata qualche sera fa in consiglio comunale, in cui il dirigente di Palazzo Estense dice, nero su bianco, che per portare il bilancio in pari senza interventi straordinari, nei prossimi anni, saranno necessarie revisioni di spesa, anche nei servizi alla persona, revisioni tariffarie nei servizi a domanda individuale (ad esempio gli asili rientrano in questa categoria) o aumenti di tasse.

Secondo Flavio Pandolfo, candidato sindaco, dunque, la coperta è molto corta. I mutui accesi e i soldi spesi in questi anni, ad esempio, per mantenere il comparto di piazza Repubblica pesa sulla spesa corrente. Tradotto significa che per fare delle spese che hanno portato a nulla, se non ad evitare che la caserma crollasse. Si sono tolti i soldi alla povera gente. A quelli cioè che avrebbero più bisogno di spese per servizi.

Chi verrà dopo Fontana per reggere la prova – afferma Cordì – sarà costretto o ad aumentare le entrate o a tagliare drasticamente i servizi. Questo è il quadro reale della situazione e l’eredità che la maggioranza lascia a chi verrà dopo».

La soluzione per Pandolfo, è chiara: «Bisogna fare delle scelte prioritarie. Migliorando la vita dei ceti medio basi, si migliora la vita di tutti. Lo dice la teoria economica, ma  fare scelte in questa direzione per noi significa fare delle vere sclete politiche”.

 

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2016
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