“Vinciamo per aiutare i ragazzi del Nepal”

La IIIG dell'istituto Einaudi destina i premi in denaro che ottiene a progetti di ricostruzione del paese distrutto dal sisma. Hanno già trasformato in aiuti 1300 euro

Nepal: un anno dopo il terremoto

La vincita di un concorso scolastico. Un devastante terremoto che ha messo in ginocchio il Nepal. Non c’è stato alcun dubbio tra i ragazzi della IIG dell’istituto Einaudi di Varese: quei mille euro vinti catalogando cippi, tombe e monumenti ai caduti della Grande Guerra dovevano andare a quanti avevano appena perso tutto: « Avevamo offerto loro un’esperienza a Monteviasco per osservare le stelle – ricorda la docente di italiano che ha seguito gli studenti Carla Mimmo – ma nulla li ha fatti desistere dal loro intento. Il denaro era loro ed erano determinati».

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Così, la professoressa si è messa in contatto con il tecnico di laboratorio dell’Isis Newton Patrizia Broggi che fa parte dell’associazione “Eco Himal onlus” : « È stata invitata a parlare e a raccontare ciò che sapeva ma, soprattutto, come si poteva aiutare».

I mille euro sono  andati al fondo che l’associazione aveva istituito per ricostruire una scuola: « Abbiamo identificato una zona particolare dove intervenire – racconta Patrizia Broggi – è nel distretto di Salleri, nel Nepal centro orientale. È una zona rurale: i villaggi sono disseminati lungo un vasto territorio dove risiedono circa 20.000 persone. Il sisma ha distrutto gran parte delle abitazioni e la gente comincia a lasciare la valle per cercare fortuna in città. Noi vogliamo aiutarli a rimanere, a rimettersi in piedi» . Le scuole, in Nepal sono case costruite con sassi e mattoni e, dopo il sisma, devono rispondere ad alcune qualità antisismiche. Il costo per ogni istituto è di circa 10.000 euro : « I centri scolastici servono un territorio vasto – racconta l’attivista di Eco Himal – I ragazzi ci mettono fino a 90 minuti di cammino per raggiungerla. Di solito sono scuole private perché il sistema pubblico è scadente. Ogni ragazzo paga dai 300 ai 500 euro all’anno per studiare. Ecco perché, oltre alla scuola, abbiamo avviato una campagna di sostegno allo studio». Quando la terra ha tremato, il 25 aprile del 2015, le scuole erano chiuse: « Era sabato altrimenti un’intera generazione sarebbe scomparsa – commenta patrizia Broggi – 7000 scuole sono crollate»

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E anche questa proposta è stata sposata con entusiasmo dai ragazzi della classe IIG: « Abbiamo vinto un nuovo premio in un concorso letterario che chiedeva di lavorare sulle citazioni di cibo nei racconti delle due Guerre Mondiali » racconta la professoressa Mimmo. I 300 euro sono stati inviati a Puja Magar, una bimba di 10 anni, la cui vita è stata stravolta dal terremoto: « La ragazzina vive con il fratello più grande e una sorella più piccola in una capanna senza luce né acqua – spiega Patrizia Broggi – Nel sisma hanno perso tutto: il padre, che era il sostegno della famiglia, è morto e la madre sta tentando di sopravvivere con il lavoro dei campi.  I ragazzi dell’Einaudi si sono impegnati ad accompagnare Pujar nel suo percorso scolastico e di destare l’attenzione anche di altri studenti della scuola».

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Anche all’Isis Newton è in corso una campagna di sostegno alla popolazione del Nepal: « I proventi serviranno ad acquistare materiale didattico». Al fianco di Eco Hilal ci sono anche i genitori di Paolo Rindi, il ragazzo scomparso in Val Grande. Grazie all’iniziativa benefica voluta in memoria del figlio, sono stati raccolti 11.000 euro che saranno destinati alla ricostruzione di una scuola.

Ora la IIG , ormai diventata III, è in attesa di conoscere l’esito di un nuovo concorso, sempre legato alle pietre della Memoria. Ancora un impegno meticoloso che li ha portati in giro tra varesotto, comasco e ossolano per recuperare e catalogare le testimonianze in memoria dei morti della Grande Guerra. Anche questa volta, l’eventuale vincita andrà a quei ragazzi sfortunati, che hanno diritto a una chance.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 04 maggio 2016
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