Il Cairoli ricorda Riccardo Prina

Sabato sarà intitolata un’aula al giornalista e critico e il prossimo anno scolastico sarà bandito un concorso in critica d’arte a suo nome

Arte - Mostre

«L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e indica il contenuto del futuro» scriveva Vasilij Kandinskij. Niente di più vero anche per chi l’arte l’ha amata e studiata, per chi ha passato ore ad approfondire ciò che gli artisti raccontano con le loro opere. Il ricordo poi diventa futuro se quello che si coltiva in vita viene raccolto in eredità da un gruppo di amici speciali, che non si ferma al rimpianto ma guarda al futuro con iniziative realizzate là dove il futuro si coltiva: la scuola.

Riccardo Prina conosceva molto bene il valore dell’arte e l‘Associazione Amici di Riccardo Prina ha  saputo cogliere questa eredità, attivandosi con numerose iniziative volte alla promozione della cultura per ricordare in modo concreto il giornalista e critico d’arte.

L’ultimo progetto nasce in collaborazione con il Dirigente Salvatore Consolo e con la professoressa Anna Maria Ferrari, a capo del Dipartimento di Storia dell’Arte, del Liceo Cairoli di Varese che Riccardo ha frequentato negli anni ’80.

Il prossimo anno scolastico sarà aperto un bando di scrittura di critica d’arte, presentato agli studenti lo scorso 18 aprile 2016 durante un’Assemblea di Istituto del Liceo da Flaminio Gualdoni, critico d’arte e Mauro Gervasini, critico cinematografico.

Sabato 4 giugno 2016 alle 12.30 sarà intitolata un’aula della scuola perché «Al Cairoli – spiega Chiara Brovelli – è nata la passione di Riccardo per il suo lavoro di critico d’arte che lo ha portato a diventare un punto di riferimento nella cultura varesina, e sempre lì è iniziata quella l’amicizia che lega indissolubilmente le persone che hanno frequentato quella scuola. L’augurio nostro è che sia ancora così per chi la frequenta ora, che i ragazzi siano capaci di condividere, seminare e coltivare passione e amicizia».

La targa che accompagna la cerimonia riporta le parole che Riccardo Prina scrisse in un articolo pubblicato nel 2009: “E mi piace che ci siano amici di lunga strada e altri meno conosciuti ed alcuni che proprio non conosco ancora. […] Come una tribù che ha qualcosa da spartire, qualche cosa di percorso comune, qualcosa ancora da percorrere […] Come un sotteso appuntamento nel primo giorno di primavera, annusando il profumo della fioritura, così dell’amicizia e del contaminarsi, come una setta di poeti che ancora non vogliono estinguersi.”

di erika@varesenews.it
Pubblicato il 03 giugno 2016
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