Minnie Ferrara: “Busto è già città del cinema e il suo cuore è la scuola”

La nuova direttrice dell'Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni racconta gli obiettivi della sua dirigenza. Un legame più stretto tra insegnamento e lavoro e una scuola aperta alla città

minnie ferrara icma

L’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni è alla prova della maturità e cerca di darsi un nuovo slancio con il cambio al vertice dopo l’addio di Andrea W. Castellanza. Al suo posto, sulla spinta di un nuovo consiglio di amministrazione, è subentrata Minnie Ferrara: produttrice e insegnante di economia del cinema allo Iulm.

L’abbiamo intervistata per scoprire qualcosa di più su di lei e sugli obiettivi della sua dirigenza a Busto Arsizio.

Un breve excursus della sua storia professionale.
Il mio lavoro principale nel mondo del cinema è quello di produttrice conla casa di produzione Minnie Ferrara e associati con la quale ho prodotto film e soprattutto documentari. A questa attività ho affiancato quello dell’insegnamento. Allo Iulm insegno economia del cinema, cattedra che ricopro anche alla Scuola Civica di Cinema di Milano.

Come sei arrivata a Busto Arsizio?

«In questa scuola sono arrivata per volontà di Gianni Canova che fa parte del nuovo consiglio di amministrazione. A Busto sono arrivata da tempo vivendo a Somma Lombardo e avendo i figli che hanno frequentato le scuole in questa città».

Che tipo di impronta intendi dare alla scuola di cinema Michelangelo Antonioni?

Vorrei garantire a questo istituto un rilancio, soprattutto per quanto riguarda l’aggancio al mondo del lavoro. Metterò a disposizione la capacità e l’esperienza che ho maturato in questi anni in modo da garantire una formazione che possa essere più in sintonia con il mondo del lavoro che, in questi anni, è cambiato molto e continua a cambiare grazie ad un avanzamento tecnologico potente, naturalmente senza tralasciare cosa c’è stato prima. So che è un approccio diverso da chi mi ha preceduto e che non intendo criticare ma vorrei avvicinarmi sempre di più alle più recenti evoluzioni di questo settore».

Come si tradurrà questo cambiamento di approccio nel concreto?

«Non intendo rivoluzionare quello che è stato fatto. Rimarranno i due indirizzi di recitazione e regia ma ci sarà un’impronta di cinema-televisione dopo anni di centralità del teatro.Per questo ho voluto portare Francesco Fei e Bruno Bigoni come nuovi docenti. Bigoni si occuperà di un corso di documentari e verrà introdotto un corso di doppiaggio che possa dare un preparazione di speaker/doppiatore. Sono previsti anche piccoli o grandi corsi integrativi per aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro, ad esempio su come redigere curriculum nel settore audiovisivo. Insomma vorrei curare con maggiore attenzione l’inserimento lavorativo. L’obiettivo concreto è quello di far crescere il numero degli studenti. Attualmente siamo attorno ai 30 ma potremmo diventare più attrattivi sperando che vada in porto la riforma sulle scuole post-diploma perchè i titoli vengano equiparati alla laurea breve».

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Cosa intende portare a Busto dell’esperienza della Scuola civica di Milano?

«Ad esempio vorrei far entrare l’Istituto Antonioni nell’ambito del Cilect, il coordinamento scuole di cinema europee. Questo peremetterebbe ai docenti di entrare nell’ambito di una formazione continua e dare un taglio professionale alto all’insegnamento, questo permetterebbe anche una maggiore facilità nell’inserimento lavorativo».

Busto è pronta per essere una città del cinema? 

«Questa città lo è già. C’è davvero un grande interesse intorno al cinema. Lo si respira al Busto Arsizio Film Festival con uno zoccolo duro di appassionati che è molto ampio e lo si misura nelle sale d’essai che sono molto frequentate. Questo anche grazie al grande lavoro fatto dall’amministrazione comunale. Voglio studiare il territorio e capire quali sono i bisogni da questo punto di vista per integrare sempre di più la scuola con la città e dai bustocchi mi aspetto idee per fare in modo che questo avvenga. Altro obiettivo è quello di tenere le porte della scuola aperte agli ex-studenti e aprire la scuola al territorio per esperienze particolarmente significative. A Busto c’è grande apertura e ricettività per l’audiovisivo e mi aspetto idee dai cittadini di Busto».

Chiudiamo con il prossimo appuntamento della scuola

«Martedì 12 e mercoledì 13 luglio ci sarà la Summer Class con lezioni di sceneggiatura, allestimento del set, recitazione e linguaggio cinematografico. Un appuntamento per offrire un assaggio di quello che è questa scuola di cinema. L’iscrizione ha un costo di 50 euro ma, per chi si iscriverà alla scuola è previsto il rimborso». Qui trovate maggiori informazioni.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2016
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