“Grease for Bangladesh”: 60 ragazzi disabili sul palto del teatro

Lo spettacolo, a cura della cooperativa sociale "Il Granello", è in programma per il 30 ottobre 2016 al teatro Giuditta Pasta

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Per la prima vota il musical “Grease” sarà interpretato da 60 ragazzi disabili. Lo spettacolo, a cura della cooperativa sociale “Il Granello”, è in programma per il 30 ottobre 2016 al teatro Giuditta Pasta di Saronno. La prima serata di una lunga stagione teatrale che vedrà i ragazzi della Cooperativa Sociale “Il Granello” impegnati su diversi palcoscenici della provincia di Varese, sarà dedicata alle attività della ONG bengalese Dalit che dal 1998 lavora nei distretti a sud ovest del Bangladesh per difendere i diritti dei cosiddetti “fuori casta” garantendo loro scuola, educazione e assistenza sanitaria

Brillantina, giubbini di pelle nera, jeans, gonne a ruota e tanto rock ‘n roll. Questi gli ingredienti tradizionali del più celebre musical della storia, scritto nel 1971 da Jim Jacobs e Warren Casey. Quello che andrà in scena il 30 ottobre al Teatro Giuditta Pasta di Saronno e che ha già registrato il tutto esaurito avrà un ingrediente in più: questa volta (e per la prima volta) ad interpretare Danny, Sandy e gli altri personaggi del musical a cui si è ispirato il film con John Travolta e Olivia Newton John, i ragazzi disabili (con sindrome di down e con disabilità psichiche) della Cooperativa Sociale di Cislago (Va) “Il Granello”.

60 ragazzi in scena, 15 tra educatori e volontari, decine i costumi realizzati dalle mamme dei ragazzi e un anno intero di prove. Questi i numeri di un grande evento teatrale che debutterà al Teatro di Saronno e che sarà dedicato alle attività e ai progetti di una ONG bengalese che opera da 18 anni in quattro distretti a sud-ovest del Bangladesh per garantire educazione scolastica, formazione professionale e assistenza sanitaria ai cosiddetti “fuori casta”.

«L’idea nasce dopo aver portato in scena, gli anni scorsi, 2 spettacoli come Pinocchio e il Piccolo Principe – spiega Luca Landolfi responsabile dei servizi educativi della Cooperativa Sociale ‘Il Granello’ – volevamo tuffarci in un progetto dove l’allegria fosse la protagonista. Così ci siamo messi all’opera sul musical Grease e lo abbiamo rivisitato in una chiave davvero molto particolare. Per i ragazzi è stata fino ad ora un’esperienza straordinaria e coinvolgente. Il debutto sul palco del Giuditta Pasta non ci spaventa, ma ci emoziona! Soprattutto perché dedicheremo la serata ad una Organizzazione che aiuta i ragazzi e le ragazze fuori casta in Bangladesh e lotta per garantire a loro un futuro… che è un po’ quello che facciamo noi tutti i giorni».

«I disabili in Bangladesh – racconta Lino Swopon Das presidente e fondatore di Dalit – sono circa 16 milioni ed esistono ancora molti preconcetti su di loro, soprattutto nelle zone rurali dove la disabilità viene vista come una maledizione di Dio, inflitta in seguito ai peccati commessi dai genitori. Molti credono addirittura che sia una malattia infettiva. Alcuni dottori mettono in pratica, senza alcuna formazione specifica e lavorando in condizioni igieniche non appropriate, dei trattamenti per curare le malformazioni fisiche che si basano su metodi superstiziosi; in questo modo provocano ulteriori malformazioni o aggravano le condizioni di chi è già disabile. Io vivo questi problemi in prima persona con mio figlio che è un disabile fisico dalla nascita. Abbiamo provato a mandarlo in una scuola privata, ma dopo alcuni mesi lo hanno rifiutato. Avendo un disabile in famiglia la società pensa che i genitori abbiano terribilmente peccato e le persone li isolano. Così, chi è disabile fisico o psichico, rimane chiuso in casa o tenuto in ospedali psichiatrici se ha le possibilità economiche, altrimenti gira per le strade delle città o nei villaggi».

«È per me un grande onore – dice Francesco Pellicini, direttore artistico del teatro Giuditta Pasta di Saronno – ospitare uno spettacolo così sentito ed importante per la città, per la nobile causa di scena e per i bravissimi attori protagonisti. Un evento geniale, coraggioso, intelligente, a cui va il mio personale plauso. Di recente, seguendo le paralimpiadi in Brasile, tutto il mondo si è sinceramente emozionato.Certi messaggi, atti, valorosi gesti, iniziative sportive e/o culturali devono, a mio avviso, moltiplicarsi. Sono una medicina per il cuore, sono la poesia umana che ci porta a stare tutti un poco meglio. Un forte in bocca al lupo ragazzi, sono certo del vostro strepitoso successo».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2016
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