Libere dalla violenza: il linguaggio da arma del crimine a strumento di contrasto
Un “decalogo”, una guida e un convegno: il contributo dell’Ordine degli avvocati di Milano alla “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”

Dal linguaggio informatico come arma offensiva, al linguaggio come strumento di contrasto alla violenza di genere e al cyberbullismo. Intorno a questo “riscatto” comunicativo si svolge domani, venerdì 25 novembre 2016 dalle ore 9,30, nell’Aula Magna del Palazzo di giustizia di Milano, il convegno “Libere dalla violenza”.
È il contributo dell’Ordine forense milanese alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, insieme a un decalogo di comportamenti e consigli rivolti agli avvocati, e a una guida pratica e normativa sulla prevenzione e il contrasto agli abusi e ai maltrattamenti (curata dall’avvocata Silvia Belloni e dal magistrato Fabio Roia).
Avvocati, magistrati, investigatori, giornalisti, parlamentari, assessori della Regione Lombardia e del Comune di Milano daranno testimonianza dei drammi della violenza (Jole Milanesi, giudice penale in Corte d’appello) e del linguaggio informatico come arma e crimine (la vice questore aggiunta Lisa Di Berardino, della polizia postale e delle comunicazioni; Luca Picchio, papà di Carolina che nel 2013, a 14 anni, si suicidò, per un video su di lei postato in rete); e discuteranno del linguaggio e degli altri strumenti di contrasto alla violenza.
Dopo gli interventi dei presidenti dell’Ordine degli avvocati e del Tribunale di Milano, Remo Danovi e Roberto Bichi; della senatrice Elena Ferrara (prima firmataria del ddl per la prevenzione e il contrasto del cyber bullismo, già approvato da entrambi i rami e ora in seconda lettura al Senato); degli assessori Francesca Brianza (Inclusione sociale, della Regione Lombardia) e Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali e Diritti, del Comune di Milano); del presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardi, Gabriele Dossena; la tavola rotonda metterà a confronto giornaliste (Barbara Stefanelli, vicedirettore del Corriere della Sera, e Luisa Pronzato, del blog del Corriere “la 27esima ora” ), il giudice Fabio Roia, le avvocate Silvia Belloni, Laura Cossar e Maria Grazia Monegat (consigliere dell’Ordine di Milano), Tatiana Biagioni, Elisabetta Silva e Cinzia Calabrese (rispettivamente presidenti del Comitato Pari opportunità, delle Donne giuriste e dell’Aiaf Lombardia, l’Associazione avvocati per la famiglia e i minori).
L’Ordine di Milano da tempo è impegnato nell’orientamento e nell’assistenza alle vittime della violenza di genere, con avvocati volontari che svolgono un percorso formativo professionalizzante, realizzato in collaborazione con la Regione Lombardia nel quadro di un Protocollo di intesa siglato il 23 ottobre 2015 e ora rinnovato, per «realizzare interventi e azioni in materia di contrasto alla violenza sulle donne», ai quali collabora il tribunale di Milano. Ai corsi professionalizzanti hanno partecipato 414 avvocati, dei quali 168 iscritti all’Ordine degli avvocati di Milano (il Bollettino ufficiale della Regione Lombardia ne ha pubblicato l’elenco il 17 novembre scorso).
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