Maga, accordo fatto: Sandrina Bandera presidente

La nuova guida del museo è stata direttore dell'Accademia di Brera e del Polo Museale Lombardo, era già nel comitato scientifico dell'istituzione gallaratese

Sandrina Bandera

Accordo fatto per la presidenza del Maga: alla guida della Fondazione Zanella, che gestisce il museo d’arte contemporanea a Gallarate, è stata nominata Sandrina Bandera.

Bandera – cremonese di origine, 66 anni – è stata Sovraintendente per le province di Milano ed Est Lombardia, direttore di Brera e del Polo Museale Lombardo (qui il curriculum completo). Fin dalla nascita della Fondazione Zanella, è stata inoltre membro del Comitato Scientifico del museo gallaratese.

Il suo è un curriculum interminabile e di straordinario valore, avendo solo negli ultimi anni ricoperto anche gli incarichi di dirigente del ministero dei Beni culturali ambientali del Turismo, di soprintendente dei beni storici artistici etnoantropoligici della Lombardia e direttore della Pinacoteca di Brera.
«Non è una sfida, ma l’inizio di un bel cammino». Sandrina Bandera ha le idee molto chiare e soprattutto conosce molto bene la struttura di via De Magri, non solo per essere intervenuta all’inaugurazione. «È un eccellente museo, di qualità, che mi ha sempre affascinato. Mi piace anche la vivacità culturale di Gallarate, città che ha scritto capitoli importanti dell’arte contemporanea. Ottima anche la posizione del Maga, collocato tra Malpensa e altre importanti sedi museali. Altro valore aggiunto è il rapporto stretto con le grandi aziende del territorio che producono arte e cultura, una connessione che cercheremo di valorizzare».  Per tutte queste ragioni, la neo presidente non ha avuto la minima riserva nell’accettare la proposte del primo cittadino: «Non posso che ringraziarli, per me sarà un onore guidare il museo gallaratese in sinergia con la direttrice Emma Zanella».

«Siamo convinti – spiega il sindaco Andrea Cassani – che la dottoressa Bandera sia la persona giusta. Il nostro museo potrà contare su un altissimo profilo nel settore dell’arte e soprattutto di grandi capacità ed esperienza nel settore della gestione museale. Non meno importante anche il fatto che il nuovo presidente del Maga, nella sua vita professionale, abbia anche compiuto scelte forti dal punto di vista economico, votate alla trasparenza e al risanamento dei bilanci».
Nel garantirle «la massina autonomia decisionale», il sindaco precisa che la numero dell’ex Gam dovrà «operare nell’interesse dell’arte ma tenendo ben presente la necessità di creare i presupposti per una autonomia finanziaria della Fondazione, puntando su un percorso che vada nella direzione di una specializzazione nel design e nella valorizzazione del tessuto produttivo che ha fatto la storia del nostro territorio>.

Quello che il primo cittadino vuole è un cambio di marcia, un radicale cambiamento rispetto alla passata gestione: «Se nell’anno di Expo e della mostra di Missoni il museo ha incassato 830 euro con la vendita dei biglietti, è evidente che qualcosa vada rivisto».
Isabella Peroni, da parte sua, sottolinea una «scelta condivisa» ricaduta sua una persona «slegata dai partiti». L’assessore alla Cultura apprezza la «grande considerazione» che Sandrina Bandera ha del Ma*Ga e condivide con lei l’opinione che la struttura «abbia grandi potenzialità».
L’esponente della giunta coglie l’occasione per dirsi in assoluto disaccordo «con chi afferma che il museo sia in agonia, visto e considerato che anche con il presidente dimissionario le attività sono proseguite regolarmente». Attività che con il nuovo corso <cresceranno sicuramente>.
Infine una certezza: «Si punterà a una valorizzazione complessiva di tutta la struttura, in accordo con l’amministrazione comunale, così come chiesto dalla dottoressa Bandera stessa».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 19 dicembre 2016
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