Matteo Renzi si è dimesso

Rimesso l'incarico a Mattarella poco dopo le 19.30: il governo si chiude dopo 1019 giorni. Nel pomeriggio c'è stata anche la direzione Pd: "Nuovo governo con tutti i partiti oppure al voto"

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Matteo Renzi si è dimesso: il presidente del Consiglio ha rimesso il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, subito dopo esser intervenuto alla direzione del Partito Democratico. L’incontro con Mattarella – dalle 19 – è durato circa 40 minuti. La comunicazione da parte del Segretario generale della presidenza della Repubblica è arrivata alle 19.59.


Il mandato di Renzi si è chiuso dopo 1019 giorni: Renzi aveva formato l’esecutivo il 22 febbraio 2014 e aveva ottenuto la fiducia dalle due Camere del Parlamento il 24 e 25: è stato il quarto governo più longevo della Repubblica Italiana, dopo due governi Berlusconi (del 2001-2005 e del 2008-2011) e dopo il Governo Craxi I del 1983-1986.

Nel pomeriggio Renzi è intervenuto alla direzione del Pd: qui ha confermato l’intenzione di dimettersi e la disponibilità ad esercitare la sola ordinaria amministrazione in attesa della scelta del suo successore. Da segretario del Pd ha poi aggiunto che i dem (che sono il partito di maggioranza relativa nelle due Camere) sono disposti a formare un nuovo governo, ma solo se tutti gli altri partiti condivideranno la responsabilità di sostenerlo, una ipotesi che di fatto sarebbe una sorta di governo di transizione, definito «di responsabilità nazionale».

Dal punto di vista politico interno, ha detto che le questioni dentro al partito (dopo la pesante sconfitta al referendum) dovranno essere affrontate solo dopo la fine della crisi di governo (e ha proposto una delegazione trattante da inviare a Mattarella, guidata da Lorenzo Guerini). Renzi ha anche citato in un passaggio Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano che oggi è intervenuto chiedendo una nuova fase di dialogo tra il Pd (oggi marcato dall’esperienza renziana) e un nuovo soggetto politico a sinistra (che comprenda anche le voci che oggi sono critiche con Renzi e il “suo” Pd).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2016
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