Nel 2017 più ferie per salvare i lavoratori interinali dell’Aermacchi

L'accordo eviterà il licenziamento di 193 lavoratori con il contratto in scadenza a giugno. La rsu: «Un accordo intelligente»

alenia aermacchi

All‘Alenia Aermacchi di Venegono Superiore, azienda del gruppo Leonardo Finmeccanica, è stato raggiunto un accordo sindacale per evitare il licenziamento di 193 lavoratori interinali a causa di un calo della produzione dovuto alle incertezze del mercato: la Polonia e Taiwan non hanno confermato due ordini importanti per il 2017.

L’azienda e la rsu, composta da Fiom, Fim, Uilm, Adl e Failms, hanno previsto per il 2017 uno smaltimento di ferie e permessi in numero superiore alla media di assenze previste in situazioni di normalità in favore di quei lavoratori interinali assunti con contratto a termine tre anni fa e in scadenza a giugno di quest’anno.

«È stato un accordo intelligente – commenta Giorgio La Rosa rsu della Fiom Cgil – perché questi lavoratori hanno maturato una professionalità importante per l’azienda. Se nel 2018 ci sarà una ripresa degli ordini, come sembra che sia, perderli sarebbe stato un errore grave perché ci saremmo trovati senza le professionalità necessarie per produrre. Allo stesso tempo l’accordo ribadisce il forte legame di solidarietà tra lavoratori».

«È un accordo importante per tre ragioni – aggiunge Nino Cartosio della Fiom Cgil – perché dimostra che il sindacato è attento ai precari, ma non solo, perché le aziende serie che fanno prodotti seri hanno il problema di proteggere le loro risorse e fanno di tutto per non perderle. La terza ragione riguarda il gruppo Leonardo che dopo aver messo mano ai conti deve far tornare a crescere le sue aziende».

IL MERCATO AERONAUTICO È DIVERSO DAGLI ALTRI
«Veniamo da anni dove si spingeva molto con turni e straordinari – spiega Graziano Resteghini coordinatore provinciale della Fim Cisl dei Laghi delle aziende di Leonardo – e oggi c’è la necessità di tirare il fiato. È vero che c’è una flessione del mercato, ma ricordiamo che stiamo parlando di gare internazionali che risentono di dinamiche politico-economiche molto complesse. È stata una decisione di grossa responsabilità a favore di chi è in una situazione precaria e nei confronti dell’azienda che per rimanere competitiva deve contenere i costi industriali. È indubbio che in vista della ripresa c’è l’esigenza di mantenere il presidio dal punto di vista produttivo e tecnologico, l’ingegneria e la progettazione necessitano di competenze che dobbiamo mantenere vive perché senza queste si rischia molto».

L’AERONAUTICA HA BISOGNO DI UNA LOBBY POLITICA
«La Uilm è da anni che chiede più investimenti agli amministratori di Leonardo – Finmeccanica – conclude Francesco Nicolia segretario provinciale della Uilm -. Il 2 maggio andremo a Roma per incontrare i vertici uscenti della divisione velivoli e in quell’occasione cercheremo di capire le prospettive per il 2018, ma sarà l’incontro dopo, quello con Profumo, che ci dirà in che direzione stiamo andando. Noi speriamo che cambi soprattutto l’atteggiamento dell’Italia nelle gare internazionali che richiedono un diverso peso politico. Gli Usa si presentavano con Obama, la Francia con Holland, i tedeschi con la Merkel. E noi con chi ci presentavamo? Certe partite si vincono prima sul piano politico e noi per la nostra storia paghiamo pegno. Le qualità tecnologiche di un prodotto sono importanti ma non bastano per vincere le gare internazionali. Insieme agli investimenti occorre fare un lavoro di lobby continuo. Speriamo che con il nuovo corso questa situazioni cambi».

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

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Pubblicato il 14 Aprile 2017
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