Tra Moretti e la Pallacanestro Varese non è ancora finita

Tra il legale dell'allenatore e società è ancora in corso un "carteggio". Ci sarebbe anche la richiesta di reintegro nello staff

Openjobmetis Varese - EA7 Milano 64-86

Le strade di Pallacanestro Varese e di coach Paolo Moretti si sono separate da tempo. Sul campo il 22 dicembre 2016, giorno dell’esonero da allenatore della Openjobmetis, fuori dal campo il 30 giugno scorso quando l’ex giocatore azzurro ha riconsegnato le chiavi dell’elegante appartamento del centro cittadino e dell’automobile messagli a disposizione dal club.

Ma il rapporto, a quanto pare, non si è ancora concluso del tutto. Lo ha fatto capire nei giorni scorsi uno dei consiglieri d’amministrazione biancorossi, Riccardo Polinelli, che in un’intervista a La Provincia di Varese ha dichiarato, rispetto a Moretti:

«È finita che non è ancora finita, anche se gli abbiamo pagato fino in fondo tutto quello che gli spettava e anche di più. Trovo sia una situazione assurda: le sue pretese ci mettono in grossa difficoltà».

Pretese che, per il momento, nessuno svela: né Pallacanestro Varese che preferisce tacere sulla vicenda, né il nuovo procuratore del coach Marco Valenza (che ha sostituito da poco l’avvocato Storelli), né l’avvocato Giovanni Allegro del foro di Salerno, legale dell’allenatore toscano. Quest’ultimo però ammette il “carteggio” con i legali del club biancorosso e spiega: «Ci sono differenti valutazioni sulla vicenda contrattuale in atto e abbiamo fatto presente, non da oggi, che secondo noi il rapporto non è terminato».

Il contenzioso, a quanto abbiamo appreso da fonti vicine alla Pallacanestro Varese, non riguarderebbe il pagamento degli stipendi bensì la valutazione (e le tempistiche del versamento) della buonuscita dovuta a Moretti nel momento in cui il club ha esercitato l’opzione di interruzione del contratto al termine del secondo anno sportivo.

Facciamo quindi il punto della situazione. Moretti firmò nell’estate 2015 un contratto triennale con possibilità di uscita dopo la seconda stagione. Per le prime due annate il tecnico è stato pagato per intero (giustamente), nonostante l’esonero, anche perché le due parti non hanno trovato un accordo per una rescissione consensuale, nonostante Pallacanestro Varese abbia provato a percorrere questa via. Il club ha quindi comunicato nei tempi dovuti (entro 15 giorni dall’ultima partita di campionato) la propria volontà, e così l’allenatore, a fine giugno, ha consegnato le chiavi di casa e auto come previsto.

Poi è giunto il momento del saldo di cui sopra: i soldi sono stati versati (si parla di 25mila euro netti, ma su questo le parti mantengono riserbo) anche se in leggero ritardo – questione di giorni – da parte di Pallacanestro Varese. Forse proprio a causa di questo ritardo (e comunque – come ha confermato l’avvocato Allegro – per differenti valutazioni su questo versante) Moretti sta avanzando ulteriori richieste (quelle che Polinelli ha chiamato «pretese»). Richieste contenute nel carteggio tra i legali che comprenderebbero – il condizionale è d’obbligo – addirittura il reintegro del coach nei ranghi tecnici della società di piazza Montegrappa. Una situazione poco percorribile nella realtà e che probabilmente Pallacanestro Varese rigetterà, ma questa sarà materia dei legali.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2017
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