Un convegno, e una associazione, per il castello di Belforte

Per sensibilizzare sull’importanza di questo monumento è stato organizzato per martedì 31 un convegno dedicato alla memoria di Andrea Badoglio, durante il quale sarà costituita l'associazione "Amici di Belforte"

Castello di Belforte, associazione e convegno

La città di Varese è ricca di storia e cultura, purtroppo però alcune delle sue grandi bellezze vengono dimenticate e lasciate cadere in uno stato di incuria che col tempo ne può compromettere l’integrità. Tra questi vi è sicuramente il castello di Belforte.

Per sensibilizzare sull’importanza della preservazione e valorizzazione di questo monumento è stato organizzato per martedì 31 ottobre, dalle 9 alle 13 presso il nuovo centro parrocchiale del Lazzaretto (che sorge sullo stesso terreno del castello) in via Calatafimi 30, un convegno di studi storici dal titolo “voci per il Castello”.

«La scelta di organizzare il convegno di martedì mattina non è casuale –  spiega Laura Pantaleo Lucchetti – vogliamo rendere omaggio a un nostro caro amico scomparso un anno fa, Andrea Badoglio, con il quale ci eravamo ripromessi di entrare nel castello per vedere, e valutare lo stato di conservazione, di un importante dipinto murale che sarebbe la prova  dell’esistenza di un antico luogo di culto all’interno del castello».

Castello di Belforte, associazione e convegno
Giuseppe Terziroli e Laura Pantaleo Lucchetti

Un convegno organizzato dall’associazione Amici di Belforte, che: «Sarà costituita il giorno stesso della conferenza con l’obiettivo di riaprire il caso del castello, che pare si insabbi sempre di più – continua Lucchetti – Dieci relatori interverranno per fondare un comitato di tutela e restauro».

IL CASTELLO DI BELFORTE

«Il castello di Belforte rappresenta il più importante esempio di architettura civile della città di Varese –  sostiene Giuseppe Terziroli, fondatore, con Laura Pantaleo Lucchetti, dell’associazione – Si tratta di un edificio che in origine era utilizzato per la difesa della città, solo successivamente diventa la residenza della famiglia Biumi, che ne fa il suo palazzo. E’ un pezzo di storia molto importante per la città: qui prima dello scoppio della prima guerra mondiale abitavano tra le 100 e le 150 persone, persino mio padre e mio nonno nacquero qui, e noi non vogliamo che questa importante testimonianza cada a pezzi».

«La proprietà del castello è per gran parte del comune – Sottolinea Laura Pantaleo Lucchetti – il nucleo centrale del ‘600, è quello più importante e storico, ha avuto, grazie al conto oneri di urbanizzazione, un restAuro del tetto, mentre la parte di proprietà privata è quella che versa nelle condizioni peggiori». Un luogo che quindi merita di essere riscoperto e valorizzato perché anch’esso è parte della grande tradizione storica e del patrimonio storico culturale di Varese.

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Pubblicato il 27 ottobre 2017
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