Da ex Calzaturificio a supermercato Coop a “impatto zero”

La rinascita dell'area dismessa in centro città presentata da Coop Lombardia che presenta il progetto di recupero e risponde alle polemiche sulla viabilità e sull'impatto ambientale

Quindici milioni di euro di investimento per riqualificare l’area dell’ex calzaturificio Borri. Con supermercato, una nuova rotonda, nuovi alberi con zona verde di 12mila metri quadri, rimozione dell’amianto e recupero dell’area oggi abbandonata. Tutto questo a carico di Coop Lombardia, che, dopo il via libera del comune, oltre al supermercato che è già in dirittura di arrivo, potrebbe realizzare tutto nei prossimi quattro mesi.

«Il nuovo centro di distribuzione Coop è un tema molto complesso che deve portare al bene comune – ha spiegato venerdì 1 dicembre Daniele Ferrè, presidente di Coop Lombardia -. Quando parlo di 15 milioni di euro sto parlando di un investimento per un supermercato in classe A, il più ecologico della Lombardia e forse anche d’Italia. Così come Coop aprì a busto nel 1963 uno dei primi self service della penisola, oggi vogliamo ancora innovare con attenzione all’ambiente. Vogliamo realizzare un progetto adeguato per la storia della Coop e per il Futuro».

Coop Lombardia presenta il recupero dell'area Borri

Nelle scorse settimane non sono mancate le polemiche nei confronti del progetto, soprattutto per la rotonda su Viale Luca D’Aosta. A spiegare la situazione è stato l’architetto della viabilità Fabrizio Ottolini: «Per ovviare alla polemica dei controviali chiusi o aperti, abbiamo proposto al Comune il posizionamento di paratie mobili. In maniera tale che la rotatoria potrà essere usata in entrambi i casi, con un solo atto amministrativo. Anche il tema degli alberi è finito nell’ambito delle polemiche. Per realizzare la rotatoria devono essere rimossi 14 tigli. Ma il progetto prevede la piantumazione di nuovi tigli, che avrà un saldo positivo di 6 alberi. Ma il bilancio complessivo dell’intervento prevede decine di altri insediamenti e aree verdi a disposizione di tutti. Riguardo all’inquinamento, c’è chi dice la rotatoria possa inquinare più del semaforo. Secondo una tesi dell’Università di Padova, che ha valutato proprio una questione simile, i risultati ambientali sono una chiara diminuzione dell’anidride carbonica con anche riduzione dell’uso carburante».

Il video-rendering di come sarà l’area Borri dopo l’intervento di recupero:

A presentare invece il recupero dell’ex calzaturificio Borri, che prevede anche un investimento di Coop di 1,1 milioni di euro (in aggiunta ai 15 per il supermercato), è stato l’architetto Nicola Marinello: «Questo progetto nasce dalla situazione in cui si trova l’edificio Borri, come deposito di amianto e con situazioni pericolanti. Ci sono oltre 3mila metri quadri di Amianto che vanno smaltiti, in una zona centrale della città, con numerose attività pubbliche. Il progetto che abbiamo presentato in Comune e per cui siamo in attesa di una risposta definitiva, è stato già approvato dalla Soprintendenza».

Calzaturificio Borri

Nel dettaglio, oltre al supermercato a impatto zero (con pannelli fotovoltaici, teleriscaldamento, riuso dell’aria calda, etc), sono quindi previsti nell’intero progetto: la rotonda di viale Duca D’Aosta, il sistema onda verde (semafori intelligenti a seconda della quantità di traffico), la realizzazione del supermercato, l’area verde da 12mila metri quadri, il parcheggio per i dipendenti del Comune con 40 piante nuove piante, una piazza pubblica di 2mila metri quadri con un monumento alle donne che hanno lavorato nel calzaturificio Borri. «Altro punto fondamentale è il recupero della parte produttiva del calzaturificio – ha aggiunto Marinello -. Le disponibilità del Comune sono limitate per avviare un vero recupero. Abbiamo quindi pensato quindi ripulire e sistemare facciate e interni, poi per la funzione che deciderà il Comune. Realizzeremo delle pensiline che avranno l’obiettivo di tenere in piedi le facciate pericolanti, ma che saranno armonizzate nel recupero della struttura, creando anche una piazza a uso pubblico per eventi e manifestazioni. In questo modo la memoria storica della fabbrica non viene persa».

A chiudere gli interventi Alberto Bonacina, direttore tecnico di Coop Lombardia: «Oggi abbiamo visto come un edificio pubblico fatiscente e pericoloso può essere trasformato e ridato alla città. L’intervento di Coop mira a integrarsi con questo ragionamento: non vogliamo un edificio contraddistinto solo dal marchio commerciale, ma una struttura integrata nel territorio. Ci sarà una grossa presenza di verde che si arrampicherà sulle facciate, oltre a delle pensiline che andranno a ombreggiare il parcheggio. Abbiamo voluto riprendere anche la storia della lavorazione del ferro battuto, che sarà presente nella facciata principale. Insomma, una vera integrazione sul territorio con rispetto del passato e uno sguardo al futuro».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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Pubblicato il 01 Dicembre 2017
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  1. Scritto da lenny54

    Quando mai si e’ vista un’amministrazione di centrodestra non ostacolare con mille cavilli l’apertura di un supermercato delle “coop”?
    Basta guardare l’esempio di Varese con molteplici e ripetuti controlli oltre la media!

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