La Provincia di Varese chiude

Due editoriali del direttore Francesco Caielli e della sua vice Federica Artina insieme con le parole dell'editore Piero Galparoli raccontano la chiusura del giornale

Avarie

La Provincia di Varese chiude. Domani sarà in edicola per l’ultima volta.

La notizia circolava da giorni, ma solo è uscita la notizia ufficiale con due editoriali del direttore Francesco Caielli e della sua vice Federica Artina. Al loro fianco le parole dell’editore Piero Galparoli.

“La responsabilità della chiusura de “La Provincia di Varese” è solo mia. – Scrive Galparoli – In tanti che hanno creduto in me e nel progetto editoriale da domani resteranno senza lavoro. Questo fardello rimarrà indelebile nel mio cuore. L’angoscia per aver deluso i lettori ed i miei ragazzi non potrà mai essere mitigata da niente e nessuno. Ho visto nei loro occhi, più che la preoccupazione, la disperazione per la fine de “LaProvincia”.  Sono fermamente convinto che la mancanza di una seconda voce sul territorio si farà sentire. Il rimpianto non sarò solo nostro”.

Piero Galparoli aveva iniziato a collaborare al giornale come direttore generale e poi nell’ottobre del 2016 lo aveva rilevato diventandone l’editore unico.

“Molti sicuramente godranno per la nostra chiusura ma molti di più ne sentiranno la mancanza”.

Il giornale, secondo quanto raccontato sempre da Galparoli, “occupava stabilmente cinque redattori più il direttore. A loro si affiancavano alcuni collaboratori fissi con contratto co.co.co. e diversi a partita iva anche perché svolgevano altri lavori. Ho passato notti insonni pensando a loro e il mio maggiore impegno ora è cercare di trovare soluzioni per il loro lavoro. La mia esperienza però finisce qui e riconsegnerò la testata che era in affitto di ramo d’azienda alla precedente società editoriale”.

Il giornale in edicola oggi è aperto da un editoriale del direttore Francesco Caielli. “Domani troverete in edicola l’ultimo numero del giornale. E il pezzo che non avrei mai voluto scrivere può essere solo un pezzo fatto di gratitudine e rabbia”.

Caielli non nasconde il disappunto per come è finita l’impresa dopo dodici anni di attività e si rivolge ai lettori e in parte anche ai suo collaboratori. “Noi, intanto, ci proviamo: perché siamo cocciuti, perché ci crediamo, perché c’è ancora spazio per sognare. Stiamo lavorando a un progetto che tenga in vita questo meraviglioso patrimonio e continueremo a farlo finché ci sarà uno spiraglio di luce”.

Salutare fa male, racconta Federica Artina nel suo articolo di saluto. “Ecco perché oggi salutare fa così male. Perché si sente di stare togliendo qualcosa agli altri, prima che di rinunciare a qualcosa noi stessi. Quando passi dodici anni a venire additato come un morto che cammina e intanto non muori mai, alla fine ti convinci di essere un highlander. Poi però quel giorno arriva davvero. E la sberla è ancora più forte”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 dicembre 2017
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Commenti

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  1. Roberto Colombo
    Scritto da Roberto Colombo

    dopo i primi anni di vita nei quali La Provincia di Varese è stata una realtà editoriale di grande rispetto, con il cambio di grafica e formato nel 2006 (vado a memoria) è stato un disastro: il quotidiano si è appesantito, graficamente peggiorato, sono diminuite le notizie e soprattutto le pagine locali.

    per contro, il concorrente (La Prealpina) ha saputo resistere all’assalto, rilanciarsi, rinnovarsi e ringiovanire: tutto il contrario di quanto ha fatto La Provincia.

    quando si fanno osservazioni ai proprietari, questi rispondono: “il giornale è mio, faccio quello che voglio”, dopo però, quando chiude, senza lavoro ci restano gli impiegati con le loro famiglie da mantenere, il mutuo e tutte le spese per vivere. e se La Provincia impiegava gente con contratti co.co.co e partita i.v.a., costoro non hanno neanche gli ammortizzatori sociali.

  2. Scritto da Andrea Dainotti

    E’ un vero peccato. Non so chi ne godrà ma sicuramente si perde un piccolo pezzeto di storia.

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