Quando la Valcuvia era Svizzera, e altre chicche: arriva Terra e Gente

Per tre anni, nel ‘500, due valli del Varesotto furono sotto il dominio dei cantoni tedeschi. Uno dei tanti approfondimenti storici proposti dalla rivista culturale

Avarie

Era il 1993, e il primo volume di “Terra e Gente” venne stampato per la prima volta per passare rapidamente di mano in mano nelle famiglie dei paesi della in Valcuvia perché ricco di contenuti, storia e storie locali di questa terra e delle sue genti, appunto. Il motivo sta in quel mescolare di cultura alta e bassa capace di appassionare le fonti ancora vive della memorialistica e della tradizione locale, ma anche chi la storia la studia, la scrive e se ne appassiona: in queste pagine si trova tutto questo, con spunti di livello accademico (nella foto di Roberto Molinari, un particolare della copertina dedicata al campanile della chiesa di San Pietro a Gemonio).

«Quante storie si sarebbero perse per sempre se studiosi, cultori di storia locale, testimoni dei rumorosi silenzi delle nostre valli non le avessero salvate dall’oblio. Quante pagine sono state scritte per tenere viva la memoria di luoghi amati, con i borghi antichi e illustri, con i monti che scendono a picco sulle acque del Verbano lungo la costa tra Laveno e Luino, con Varese specchiata nel suo lago», scrive infatti la coordinatrice della rivista Serena Contini. E ne ha ben donde.

Non è per esempio da tutti sapere che nel Cinquecento, e per tre anni dal 1512 al 1515, Valcuvia, Valtravaglia e parti della Lombardia Nord occidentale erano sotto il dominio dei cantoni svizzeri di lingua tedesca. La situazione ebbe fine con la battaglia combattuta a Marignano (oggi Melegnano) nel settembre 1515, nota come la Battaglia dei Giganti, che vede la disfatta degli Svizzeri che però ottengono definitivamente i territori che costituiscono l’attuale Canton Ticino.
Questo, l’intervento dello storico Gianni Pozzi, è solo una delle chicche da scoprire all’interno del volume.

Oggi, superato il traguardo del quarto di secolo, l’ultima edizione sta per essere presentata in una serata speciale al Chiostro di Voltorre venerdì prossimo, 15 dicembre, alle 21.

Parteciperanno politici locali e rappresentanti del mondo della cultura, ma anche molti curiosi e appassionati di storia locale per questo volume che si preannuncia particolarmente ricco.
Anzi, a dire il vero i volumi sono due: uno con i vari contributi, uno degli Indici dal 11° al 24° volume a cura di Silvia Corti sotto la visione di Francesca Boldrini (anni fa venne pubblicato l’Indice precedente.

Siamo andati a sbirciare in anteprima le sorprese di quest’anno, che sono tante.
 Le presenta il presidente della Comunità Montana valli del Verbano (ente che si occupa della stampa e della distribuzione della rivista) Giorgio Piccolo: «Il volume che ogni anno presentiamo è uno specchio nel quale possiamo vedere, attraverso il tempo, la nostra storia, il nostro sentire, il nostro modo di essere gente di lago e di montagna.
In questi anni “Terra e gente” è diventata un punto di riferimento per apprendere ed esplorare eventi storici, letterari, geografi ci, economici e sociali dei luoghi che abitiamo».

E allora via con gli assaggi culturali: da Silvio Raffo che pubblica un intervento su “Antonia Pozzi: il ‘paesaggio d’anima’ lombardo” a Emilio Rossi: “Spigolando qua e là sul mensile tutto maccagnese «Il Giona»” pubblicato negli anni 1967, 1968 e 1969 a Maccagno; Cesi Colli “In punta di penna Masciago Primo e i suoi scrittori” o l’album fotografico di Franco Rabbiosi che quest’anno è dedicato alla figura del fotografo milanese Alfredo Canton che si trasferì a Luino nel 1944.
Attualissimo il tema trattato dallo storico Francesco Parnisari: “Dalla Valcuvia a Palestrina: assenze, ritorni, abbandoni” tratta dell’emigrazione valcuviana nello Stato Pontificio: “Salde catene migratorie che conducevano mercanti, artigiani e muratori nella Marca Anconitana, in Umbria, a Roma e nel Lazio meridionale, in alternativa a un’altra rotta di antica tradizione, quella verso l’Abruzzo, oltre i confini del Regno di Napoli”.
Adriano Martinoli, Bruno Cerabolini, Silvio Renesto racconteranno “L’ambiente naturale dell’area insubrica: l’evoluzione dal triassico medio (230 milioni di anni fa) ai giorni nostri”, mentre più recente sarà il periodo scandagliato dallo storico Enzo R. Laforgia: il suo saggio riguarderà la “Varese autarchica e imperiale. Cronache dagli anni Trenta”.
Ancora, nel volume si potrà trovare uno scritto di Debora Ferrari sull’aspetto pubblico dell’arte fotografica di Roberto Molinari; ancora Federico Crimi: Laveno, 1750: il progetto per la ricostruzione di Santa Maria in Ca’ deserta e l’opera di Gioacchino Besozzi”.
Serena Contini tratta de “L’infinito mutarsi delle possibilità espressive”: lo scultore Vittorio Tavernari e lo scrittore Piero Chiara”.
E sempre al grande Chiara è dedicata una ricca ricerca di Francesca Boldrini: “Quell’isola di silenzio nel silenzio del borgo: tracce storiche del “Casino” di Luino”.
Infine il poeta Dino Azzalin propone un intervento su “Poesia e letteratura del territorio prealpino: una conversazione con Vittorio Sgarbi”.
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Terra e gente
Appunti e storie di lago e di montagna
venerdì 15 dicembre ore 21 Chiostro di Voltorre, Gavirate

Interverranno
Giorgio Piccolo, Presidente della Comunità Montana Valli del Verbano
Simona Ronchi, Assessore alla Cultura
Serena Contini, Coordinatrice della rivista Terra e gente
Interverrà
Luigi Mascheroni Giornalista de Il Giornale

A conclusione della serata:
Momento musicale
a cura del gruppo strumentale
Klezmorim Maseltov
Fausto Saredi, clarinetto
Marcello Serafi ni, chitarra
Emiliano Renzelli, contrabbasso

brindisi finale

di
Pubblicato il 14 dicembre 2017
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