Doppio incarico, i sindaci Galli e Tarantino dovranno scegliere

Sono stati eletti alla Camera a marzo con la Lega. Lunedì pomeriggio Tarantino ha spiegato a Giunta e funzionari che non sarà più sindaco a Samarate. Nella stessa posizione anche il sindaco di Tradate

leonardo tarantino dario galli

All’inizio sembrava una operazione destinata a richiedere mesi e mesi. Ma la contestazione dei doppi incarichi ai sindaci-parlamentari sembra aver invece avuto una improvvisa accelerata, anche per ragioni politiche. E così il sindaco di Samarate Leonardo Tarantino e quello di Tradate Dario Galli, deputati leghisti dallo scorso inverno, dovranno scegliere tra i due ruoli.

Se ne parla dei corridoi di Montecitorio dove i lavori della Giunta delle elezioni, riunitasi per la prima volta a luglio, sembrano proseguire più spediti del previsto tanto da poter arrivare ad una decisione sui due casi in oggetto già ad ottobre.

Dal canto suo il sindaco Tarantino l’ha comunicato lunedì pomeriggio ai funzionari del Comune e poi anche nel corso della riunione di Giunta, prima di correre a prendere il treno verso Roma. Tecnicamente non si parla di dimissioni (anche se si può scegliere anche questa strada), ma di una presa d’atto della decadenza del sindaco: il Comune non verrebbe commissariato ma continuerebbe ad essere retto dal consiglio comunale e dalla giunta “sino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco”. Come succede già da alcuni mesi ad esempio a Malnate e Sesto Calende, le due cittadine che hanno “perso” il sindaco, finito in Consiglio Regionale a Milano.

Va infatti detto che Tarantino e Galli non sono gli unici che, da marzo scorso, si sono trovati nella posizione scomoda del doppio incarico. I neoconsiglieri regionali Samuele Astuti e Marco Colombo (eletti al Pirellone con Pd e Lega) hanno dovuto scegliere subito, perché la commissione regionale adotta criteri già stringenti sulle incompatibilità: si sono legittimamente candidati e hanno dovuto dimettersi appena eletti in Consiglio Regionale.

Più ingarbugliata invece la posizione dei due sindaci varesini eletti a Roma, appunto Tarantino e il collega di Tradate Dario Galli. In teoria, la posizione giuridica dei Parlamentari è pressoché la stessa dei consiglieri regionali, in pratica però i tempi “romani” erano di solito più lenti, con mesi tra una convocazione e l’altra della Giunta per le Elezioni, l’organismo che deve verificare e contestare le incompatibilità degli eletti.

E invece è andata diversamente. «La giunta si è riunita e ai primi di agosto e si è preso atto dei deputati in questa situazione, tranne che per alcuni che si erano già dimessi dall’incarico di consiglieri regionali» spiegava nei giorni scorsi lo stesso Tarantino. Avrebbe pesato l’intenzione del Movimento 5 Stelle di dare un messaggi sulle «doppie poltrone»: va ricordato che i sindaci-parlamentari prendono un solo stipendio, la Legge prevede la incompatibilità più che altro per evitare possibili conflitti d’interesse.

C’è poi un altro possibile elemento: la Lega ha il vento in poppa e dunque non ha particolari remore ad andare a elezioni in vari Comuni già il prossimo anno (specie se associate alle Europee, dove si prepara grande battaglia ideologica). In ogni caso: la Giunta per le elezioni della Camera si è riunita lo scorso 1 agosto e in venti minuti, dalle 14.50 alle 15.10, ha avviato il procedimento.

Tarantino lo deve ancora ufficializzare però, da sindaco, ha già comunicato la cosa in municipio, parlando di «fine settembre» come orizzonte entro cui dovrà prendere atto della incompatibilità e fare un passo indietro. E aprire la fase di “traghettamento” verso le elezioni, con la giunta che rimane in carica come organo di governo: il ruolo di facente funzioni passerebbe al vicesindaco in carica.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 11 settembre 2018
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