Senza gamba e senza aiuti, per il sindaco non è abbastanza saronnese

Il 55enne è rientrato dalla Svizzera dopo alcuni anni e ha chiesto aiuto al Comune di Saronno, città in cui aveva vissuto alcuni anni ma per il sindaco Fagioli vengono prima i saronnesi

Invalido senza casa torna in città dalla Svizzera, Fagioli: \"Aiuti solo ai saronnesi\"

Rimpatriato dalla Svizzera Luigi Marino, 55enne cardiopatico a cui è stata amputata una gamba, da poco meno di due mesi vive al centro sociale della Cassina Ferrara, dormendo sulle panchine dell’ospedale di Saronno perchè non ha una casa e mezzi per sostentarsi. A nulla sono valse le richiede di aiuto avanzate dall’Amministrazione: sindaco Alessandro Fagioli all’assessore ai Servizi ai Servizi sociali ribadiscono che l’uomo non ha diritto a sostegni da parte del comune.

Marino ha vissuto per tanti anni a Saronno, ma anche a Gerenzano e a Caronno, era un apprezzato restauratore e 7 anni fa si è trasferito in Svizzera con la moglie e il figlio. Qui ha avuto alcuni problemi di salute e con un’operazione finita male si è ritrovato con una gamba amputata. Le autorità svizzere hanno deciso di rimpatriarlo e, come prevede la legge, Marino ha fatto ritorno nell’ultimo comune di residenza, Saronno. Anzi prima della partenza il consolato svizzero ha scritto al Comune senza avere risposta.

Per avere aiuti economici e una casa serve la residenza ma Marino non ha un posto in cui stare. Inizia così una corsa ad ostacoli. Da un ufficio all’altro, da un dipendente comunale all’altro chiedendo invano, per 4 volte, un intervento del primo cittadino. Per la residenza serve essere 24 ore su 24 a Saronno gli dicono e lui si adatta a dormire all’ospedale. Di giorno c’è il centro sociale dove i clienti che lo conoscono firmano e garantiscono per lui. La residenza arriva ai primi di agosto ma Marino ma bisogno di un ricovero e di un sostegno. “Sto finendo le poche risorse che avevo e non posso continuare a gravare su amici e familiari. Ho deciso di raccontare la mia storia perchè spero che tutto si risolva rapidamente e perchè il sistema non dovrebbe trattare così chi per anni ha pagato fino all’ultima tassa, fino all’ultimo contributo”.

La risposta dell’Amministrazione arriva con una lunga nota. “Noi ci basiamo – ha spiegato il sindaco Alessandro Fagioli – su un principio molto semplice: prima i saronnesi! Con questo slogan ci siamo presentati alle elezioni e i saronnesi ci hanno dato la loro fiducia. Pur non entrando nel merito della vita personale di Marino, ci sono leggi ben precise che prevedono quali requisiti bisogna possedere per avere il diritto a un sostegno economico e abitativo ed evidentemente la persona in questione ne è privo”.

“Non possiamo – ha detto ancora il sindaco – diventare la città in cui si accolgono tutti, infatti Marino ha avuto la residenza pochi giorni fa solamente in virtù di una famigerata legge statale che prevede di concedere tale diritto pur in assenza di dimora. Una legge che considero sbagliata in quanto mette in seria difficoltà i sindaci e proprio per questo ho deciso di scrivere una lettera al Governo per chiedere di intervenire con le dovute modifiche”.

Secondo Fagioli, essendo stato allontanato dalla Svizzera, Marino si sarebbe “presentato in Comune come non residente quindi estraneo al sottoscritto”.

E non manca una chiosa politica: “In momenti economicamente difficili come l’attuale – ha detto ancora il sindaco – bisogna fare scelte precise su come e dove investire i soldi dei cittadini. La mia amministrazione ha le idee ben precise e con le tasse dei saronnesi si aiutano prima i saronnesi”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore agli Affari Generali e Servizi Sociali Gianangelo Tosi. “Ricordo – ha detto – Marino ha avuto tutte le indicazioni da parte dei funzionari comunali preposti per come richiedere la residenza ed eventualmente l’abitazione pubblica. Inoltre non è stato abbandonato a se stesso in quanto è stato concesso un contributo minimo per all’acquisto di generi di prima necessità”.

L’esponente della Giunta rimarca: “In base alla legge regionale – rimarca Tosi – per richiedere un’abitazione pubblica è necessario essere in possesso della residenza anagrafica o aver svolto attività lavorativa in Regione Lombardia per almeno cinque anni nel periodo immediatamente precedente la data di presentazione della domanda”. Per Tosi il problema dovrebbe essere risolto dalla famiglia: “L’amministrazione auspica che anche le famiglie di Marino possano in qualche modo venire incontro alle sue esigenze dandogli un qualche tipo di sostegno. Proprio la famiglia è considerata, dall’attuale maggioranza, come primo nucleo di sostegno sociale”.

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Pubblicato il 05 settembre 2018
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