Banconote false, condannato a un anno

Rito abbreviato per l’ex dipendente di una società che gestisce slot e videopoker: i 20 euro patacca mischiati a quelli veri che insospettirono gli essercenti

Avarie

Un anno di reclusione, il minimo della pena, perché accusato di aver spacciato banconote false a ignari esercenti. Assolto, invece, per il reato di furto.

È quanto deciso qualche giorno fa dal Giudice dell’udienza preliminare di Varese che ha emesso la sentenza di condanna con rito abbreviato ai danni di un 45enne residente i provincia che quattro anni fa lavorava in un’azienda di installazione e gestione di “macchinette mangiasoldi”, slot e video poker.

L’impiegato è stato al centro di un’indagine legata ad un giro di soldi falsi, trovati anche all’interno della sua abitazione, e che secondo la ricostruzione del pubblico ministero sarebbero serviti per fare la “cresta” coi gestori di bar che ospitano slot.

L’addetto, fra le sue funzioni, aveva anche il compito di “scassettare” il danaro che si trovava all’interno delle macchinette. Denaro che veniva poi, nella parte pattuita, restituito agli esercenti.

Ed è in questa fase che l’imputato è stato accusato di aver mischiato ai contanti alcune banconote fasulle da 20 euro, per tenersi quelle buone. Un sistema solo a prima vista infallibile: gli esercenti in un primo momento non si accorgevano di nulla, ma ricevevano la doccia fredda al momento di effettuare i versamenti in banca poiché i sistemi di controllo del danaro facevano accendere la “spia rosa” legata alla presenza della banconota contraffatta.

Un fatto che spinse diversi esercenti a segnalare il tutto alle autorità.

La vicenda conclusasi giovedì scorso con la condanna, corre in parallelo con indagini legate alla fabbricazione di danaro falso a Busto Arsizio che nel 2015 portò in carcere 19 persone: in una piccola tipografia artigianale all’interno di un garage di Legnano venivano fabbricati euro falsi. Un prodotto tutto sommato di buona fattura che solo un esperto poteva riconoscere ad occhio nudo, utilizzando uno scanner, una semplice stampante “inkjet” di buona qualità, carta normalissima, strisce argentate e colori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2018
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