«Molestata sul treno, la paura mi ha paralizzato»

Il racconto di una giovane che è stata importunata in pieno giorno su un vagone semivuoto

Più sicurezza in treno

Salve,
scrivo perché vorrei raccontare in che situazione oscena mi sono ritrovata oggi, tornando a casa dall’Università.

Ho preso il treno che parte alle 11.39 da Milano Nord Cadorna diretto a Laveno. Sono salita nel piano superiore del secondo vagone, se non sbaglio, e la carrozza non era nemmeno vuota. Un uomo (avrà avuto 30/40 anni) si siede a qualche fila di distanza, ma di fronte a me. Io stavo studiando su un libro e con la coda dell’occhio vedo movimenti strani e sento uno sguardo fisso su di me. Lì per lì non ci do troppo peso perché non ero sicura di cosa stesse facendo e non volevo saltare a conclusioni affrettate.

Io cerco di continuare a studiare, alzando ogni tanto lo sguardo senza però notare gesti evidenti. Il treno si ferma, la gente sale sulla stessa carrozza, ma si posiziona su sedili che non hanno la visuale su quest’uomo. Il treno riparte. Rialzo gli occhi e lo vedo massaggiarsi il pene da sopra i pantaloni. Panico. Distolgo lo sguardo. Spero di aver visto male e, invece, trovando la forza di guardare nuovamente in quella direzione, vedo il suo pene fuori dai pantaloni. Chiudo il libro, prendo giacca, ombrello e zaino e me ne vado indignata, sconvolta e tremante allo stesso tempo.

In quel momento non sono riuscita ad avvisare nessuno sul treno, non avevo le parole. Ho preso solo il cellulare per poterne parlare su Whatsapp con persone fidate. Non ho avuto la forza di mettermi a cercare un controllore per avvisarlo dell’accaduto, né di riferirlo a chi mi stava attorno perché ero troppo sconvolta e avevo paura di poter scoppiare a piangere per la frustrazione di aver subito una cosa così disgustosa.
Il controllore è passato una ventina di minuti dopo, solo che non ho detto niente. Tra me e me pensavo che tanto non sarebbe cambiato nulla e non sapevo nemmeno se quel maniaco fosse ancora sul treno.

Ho voluto scrivere per denunciare in qualche modo quello che oggi non sono riuscita a dire. Scrivo perché, anche se oggi non si riescono ad ottenere provvedimenti contro questi comportamenti, spero che almeno possiate fare sapere alle persone in cosa può imbattersi una ragazza anche solo tornando dall’Università a mezzogiorno. Vorrei che questo episodio non passasse sotto silenzio.

Grazie per l’attenzione.

(Lettera Firmata)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2018
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Commenti

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  1. Scritto da MarcoCadrezzate76

    E la cosa ancor più ripugnante è che se avessi avvertito chi di dovere ben poco avrebbe potuto fare….
    Dovrebbero dare più libertà di intervento a pubblici ufficiali , carabinieri ecc…
    Uno così meriterebbe prima di tutto una valanga di schiaffi…..così la prossima volta ci penserebbe due volte prima di compiere certi gesti.

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