Diffamazione tra stampa e internet, una materia in evoluzione

Giornalisti e avvocati si sono confrontati su un tema spinoso. Emerge la difficoltà di temperare gli interessi del giornalista e del diffamato nell'epoca di internet

alessandro galimberti sergio martelli incontro diffamazione glocal 2018

La deontologia ma soprattutto la normativa e gli aspetti civilistici e penalistici da conoscere per chi scrive di cronaca nera e di cronaca giudiziaria in merito di diffamazione sono stati al centro dell’incontro che si è svolto oggi (venerdì) in Villa Napoleonica, all’interno del complesso di Ville Ponti, con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti e giornalista de Il sole 24 ore, Alessandro Galimberti, l’avvocato Sergio Martelli, presidente dell’Albo degli avvocati della provincia di Varese e i colleghi Alberto Merlo e Stefano Toniolo.

L’incontro ha trattato il tema da tutti i punti i vista, quello del giornalista e quello del diffamato ma anche le nuove casistiche nate con la diffusione di internet e, quindi, anche le piattaforme social e i commenti.

Ad aprire il panel è stato, però, il presidente del Tribunale di Varese Vito Piglionica che si è dimostrato molto interessato ai nuovi sviluppi della materia da sempre sotto i riflettori con proposte di modifica che, però, difficilmente arrivano a diventare legge: si pensi al carcere per i giornalisti (il caso più noto fu quello di Sallusti), oppure alla mancanza di una regolamentazione per le quantificazioni economiche dei risarcimenti.

Dopo il saluto di Piglionica il dibattito è poi entrato nel vivo con l’avvocato Merlo che ha mostrato l’esistenza di una vera e propria tabella dei risarcimenti in base alla gravità della diffamazione con cifre che vanno dai 10 mila ai 100 mila euro.

Per il presidente dell’Odg lombardo sul tema della diffamazione tutti hanno la loro parte di responsabilità. Il reato di diffamazione a volte viene usato anche come “rampogna” per “addomesticare” i giornalisti, soprattutto con richieste di risarcimento spaventose, ma altre volte è un sacrosanto diritto della parte offesa.

Oltre alla teoria e all’esposizione delle leggi di riferimento, sono stati citati casi concreti come la questione dei commenti agli articoli per i quali la giurisprudenza è ormai certa sulla divisione del contenuto redazionale, di responsabilità del giornalista, da quello dei commenti.

L’incontro ha vissuto anche il duello tra il presidente dell’Albo degli Avvocati di Varese Sergio Martelli che ha stigmatizzato alcuni comportamenti dei giornalisti in tema di cronaca giudiziaria, parlando di indagini parallele e di violazione del segreto istruttorio, e lo stesso Galimberti che ha ribattuto soprattutto sulla questione della violazione del segreto istruttorio che non è più configurabile dal momento in cui esiste un atto cartaceo in mano alle parti.

Infine Martelli ha presentato i due articoli del codice deontologico degli avvocati, il 18 e il 57, che trattano il tema della difesa del proprio cliente anche davanti ai media, un ruolo che l’avvocato deve svolgere anche se il proprio cliente non è d’accordo.
All’appuntamento deontologico hanno partecipato molti avvocati, oltre ai giornalisti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2018
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