Nel 2019 aumenterà la Tari. “Ma resta più bassa del coefficiente ministeriale”

L'assessore al Bilancio Pier Angela Vanzulli rivendica le scelte fatte con il bilancio di previsione 2019

Primo consiglio comunale Saronno, la serata

«La tassa rifiuti aumenterà nel 2019. Sottolineo subito, per sgomberare il campo da congetture, che tale aumento non deriva dalla volontà dell’amministrazione di “far cassa”, ma è una inevitabile conseguenza di due fattori che sono l’aumento del costo degli smaltimenti e la diminuzione del valore ricavato dalla vendita delle materie prime. Questo combinato ha determinato un aumento di 289 mila euro che debbono essere coperti, come prevede la legge, dalle entrate derivanti dalle bollette».
Sono le parole del vicesindaco ed assessore al Bilancio Pier Angela Vanzulli che in consiglio comunale durante la presentazione del bilancio previsionale del 2019 ha annunciato l’aumento della Tari.

Ha anche spiegato che, malgrado l’aumento, il valore della Tari a Saronno sarà inferiore al coefficiente ministeriale: «La tassa rifiuti deve interamente coprire i costi del servizio. Per la determinazione delle tariffe si utilizzano dei coefficienti ministeriali, applicati i quali, vengono definite le tariffe in base ai membri delle famiglie ed ai metri quadrati delle abitazioni o delle attività produttive.
Il Ministero Economia e Finanza, ha fissato dei costi standard relativi al servizio rifiuti: se il costo del rifiuto in un dato Comune è più alto del costo standard fissato dal Ministero, tale costo deve essere ridotto. Per Saronno il costo standard definito dal Ministero  è pari a euro 300.89 a tonnellata, con una percentuale di raccolta differenziata prevista al  69,13 %.

In realtà dal piano finanziario della Tari, risulta un costo a tonnellata di euro 269,53 che corrisponde a una differenza, cioè un minor costo rispetto ai costi standard, di euro 547.621,00. «Noi abbiamo una raccolta che comprendendo anche le terre di spazzamento ed i rifiuti ingombranti come quota parte dei rifiuti differenziati grazie ad una variazione normativa che arriva all’80%.
Ne deriva che se applicassimo i parametri ministeriali con l’80% , il costo standard salirebbe a euro 313,39 a tonnellata che determinerebbe per noi un minor costo complessivo rispetto agli standard del ministero di euro 765.789,00». E conclude: «Dopo anni in cui il costo del servizio si è pressoché mantenuto costante, si è verificato un aumento, ma i costi sono comunque inferiori rispetto agli standard ministeriali. Detto questo, in un momento storico economicamente difficile, comprendo che questi aumenti possano non essere graditi, ma come spiegato non dipendono da nostre scelte in quanto è la legge finanziaria 147 del 2013, che impone la copertura al 100% dei costi con le entrate da bollettazione».

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Pubblicato il 22 dicembre 2018
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