Autorità, esuli e cittadini alla cerimonia per il Giorno del Ricordo

Questa mattina al Giardino degli Istriani, Giuliani e Dalmati si è svolta la manifestazione cittadina per ricordare la tragedia delle foibe e l'esodo degli italiani da Istria e dalla Dalmazia

Giorno del ricordo 2019 cerimonia

Si è svolta questa mattina al Giardino degli Istriani, Giuliani e Dalmati la manifestazione cittadina per il Giorno del Ricordo,  voluta dal Comune e dal Comitato provinciale di Varese dell’Associazione nazionle Venezia Giulia e Dalmazia.

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Al  giardino di  via Pista Vecchia a Varese sono convenute autorità civili e militari cittadine, assessori del Comune, il dirigente scolastico con docenti ed allievi dell’istituto Vidoletti, rappresentanti  delle associazioni combattentistiche e d’arma e di associazioni culturali varesine, esuli e cittadinanza.

Dopo la deposizione di una corona d’alloro al cippo in pietra d’Istria dedicato alla memoria delle vittime delle foibe  e dell’esodo degli italiani da Istria , Fiume e Dalmazia, Pier Maria Morresi, presidente del Comitato provinciale dell’Associazione e Daniele Zanzi, vicesindaco di Varese, sono intervenuti rivolgendosi in modo particolare ai giovani presenti.

«E’ così terminata la prima fase delle celebrazioni che, in prossimità del Giorno del Ricordo, hanno visto il Comitato provinciale di Varese dell’A.N.V.G.D.  impegnato in manifestazioni a Luino, Busto Arsizio, Borsano, Varese,  Saltrio e poi di nuovo a Varese – dice il presidente Morresi –  Nei prossimi giorni sono previste  in molti istituti scolastici testimonianze di esuli ed  interventi  di formazione storica  con docenti universitari sulle luttuose vicende del confine orientale d’Italia».

«Il Giorno del Ricordo costituisce una tappa fondamentale per la ricostruzione della verità storica riguardo le più tragiche pagine di storia del confine orientale italiano – prosegue il presidente dell’associazione –  Innanzitutto perché le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della cerimonia istituzionale svoltasi al Quirinale il 9 febbraio hanno condannato senza appello i giustificazionisti ed i negazionisti. Di fronte a 300 esuli e rappresentanti dell’associazionismo della diaspora adriatica ed in diretta televisiva, il Capo dello Stato ha colto gli aspetti peculiari della nostra storia ed ha saputo presentarli a tutti gli italiani in maniera sentita e convinta, senza reticenze ed omissioni riguardo foibe, esodo, carnefici titini e responsabili comunisti delle sofferenze del popolo giuliano-dalmata».

Il Giorno del Ricordo quest’anno è stato preceduto da altre importanti iniziative. Dal 5 al 7 febbraio una mostra fotografica e due tavole rotonde al Parlamento Europeo promosse da una cordata di associazioni capeggiata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia hanno fatto conoscere la nostra storia all’Europa; «contestualmente – aggiunge Morresi – abbiamo chiesto agli Stati successori della Jugoslavia di aprire i propri archivi per sapere la sorte dei deportati da Tito e presentato in sede europea i diritti violati degli esuli istriani, fiumani e dalmati». Inoltre a sera dell’8 febbraio circa un milione di italiani ha visto in televisione “Red Land – Rosso Istria”, il film dedicato al martirio di Norma Cossetto e realizzato con il supporto economico e culturale dell’A.N.V.G.D., che continua a venire proiettato ancora in varie sale cinematografiche.

«A suggello di questi eventi la cerimonia presso la Foiba di Basovizza del 10 febbraio ha ribadito la sensibilità istituzionale nei confronti delle tematiche a noi care con la partecipazione del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza – conclude il presidente Morresi – Questo 10 febbraio 2019 rappresenta una svolta in quanto c’è stata una condanna corale verso la sparuta minoranza dei negazionisti e giustificazionisti e perché il mondo dell’esodo giuliano-dalmata ha riscontrato di avere ascolto e attenzione da parte delle istituzioni italiane ed europee: il ricordo si consolida, prosegue l’impegno per la risoluzione delle questioni ancora aperte lasciate in eredità dall’esodo e dal trattato di pace».

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Pubblicato il 11 febbraio 2019
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