Beppe Sala parla da leader ma resta sindaco

Economia, futuro del centrosinistra, sfide della politica. Il sindaco di Milano ha riempito il salone di palazzo Estense: "Oggi al Governo scelte sbagliate di chi non ha mai lavorato ma il Pd scenda dalla torre d'avorio"

beppe sala Varese

Economia, governo, futuro del centrosinistra, sfide della politica. Il Beppe Sala che ha riempito il salone Estense del Comune di Varese non parla solo da sindaco di Milano ma da politico che guarda più in là.

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A Varese è arrivato per presentare il suo libro, “Milano e il secolo delle città”, ma Sala sa che una fetta del paese guarda con attenzione a chi cerca di costruire un’alternativa alla maggioranza di Lega e Movimento 5 Stelle oggi al Governo.

«Io non ho risposte – spiega il sindaco di Milano – ma voglio farmi sentire. Non so dove arriverò ma so che in questo paese, soprattutto al nord, c’è chi ha voglia di ascoltare le mie proposte e io non mi nego» ma se in queste parole si potrebbe leggere un imminente impegno oltre i confini di Milano ne sono arrivate altre altrettanto nette: «Non so dove arriverò ma di sicuro sono una persona che conclude i suoi impegni quindi non c’è alcuna possibilità che abbandoni il mio ruolo prima della fine del mio mandato a maggio 2021».

beppe sala Varese

Sala, intervistato dal vicedirettore del Tg1 Angelo Polimeno Bottai insieme ai direttori de la Prealpina Maurizio Lucchi e Rete 55 Matteo Inzaghi e al sindaco di Varese Davide Galimberti, ha affrontato tutti i principali temi dell’attualità politica, dall’immigrazione ai provvedimenti della manovra finanziaria, dai rapporti tesi con la Francia ai problemi del Partito Democratico.

Il Governo di chi non ha mai lavorato
Tra le critiche più volte sollevate nei confronti del Governo c’è la scarsa competenza di alcuni suoi componenti: «io trovo incredibili alcune dinamiche di oggi – ha detto parlando di competenze necessarie in politica -, non si può passare dal niente a gestire un Paese. Oggi c’è un sacco di gente che nella sua vita non ha fatto niente e non è passata neanche da un ufficio e si trova a gestire il Paese. Provvedimenti come quelli sulle pensioni e il reddito di cittadinanza, tra alcuni elementi potenzialmente positivi, soffrono di un’impostazione sbagliata. Il paese è in una fase recessiva, le aziende hanno paura chi fa queste proposte non ha mai lavorato un giorno in azienda».

Il Partito Democratico sulla torre d’avorio
Se la critica nei confronti di Lega e 5 Stelle è ferma il sindaco di Milano pone però una questione di prospettive per il Partito democratico che partono da un dato di fatto: «viviamo in un sistema politico proporzionale dove il bipolarismo non esiste». «Abbiamo visto che 5 Stelle e Lega, dopo essersi insultati, hanno dimostrato di sapersi mettere insieme – prosegue Sala nel ragionamento -. Noi cosa faremo? Se continuiamo nella nostra indisponibilità a qualunque forma di collaborazione con altre forze il nostro destino è stare all’opposizione e qualcuno può sentirne il fascino ma io no, io voglio vincere. Se il Pd si chiude nella sua torre d’avorio e pensa che al di fuori dei suoi confini c’è il nulla non ce la faremo mai».

I negozi chiusi la domenica
«Il lavoro va tutelato – ha detto il sindaco sul tema, discusso dalla maggioranza di Governo, di chiudere i negozi la domenica – ma anche la libertà degli operatori economici deve essere garantita. La nostra vita è cambiata, se in tanti sentono il bisogno di andare a fare la spesa alla domenica serve una risposta. E poi mi chiedo, ma sono questi i temi importanti di questo paese?»

La proposta del sindaco e la comunicazione politica
«La mia proposta politica – ha spiegato in conclusione il sindaco Sala – si basa sull’idea che lo sviluppo del nostro paese debba andare di pari passo con la solidarietà perché quest’ultima da sola non basta: bisogna lavorare per la crescita e al contempo essere solidali. È un modello che a Milano esiste e funziona e mi rendo conto che è difficile applicare più ci si allontana».

L’esperimento di comunicazione con il Milanese imbruttito
Sala ha anche detto che «serve anche un altro modo di comunicare perché oggi chi lo fa meglio è enormemente favorito» e per spiegare cosa intende dire ha raccontato i retroscena della piccola comparsata che ha fatto in un video della pagina Facebook “Il milanese imbruttito”, ecco che cosa ha raccontato:

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 08 febbraio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Che 5S e Lega vadano d’accordo è tutto da dimostrate visto la linea totalmente bipolare dei due ministri.
    In ogni caso tanta stima e rispetto per Sala, lavorando a Milano posso affermare che sotto la sua gestione la città ha saputo rinascere.
    Atteniamoci ai fatti, tutto il resto sono panzane da chi, in costante campagna elettorale, vuole semplicemente mistificare la realtà facendo presa su di un popolino di disagiati sociali.

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