“Tassa d’imbarco, lo Stato ci deve ancora 70 milioni di euro”
Mauro Cerutti rimette sul piatto il tema alla riunione dell'Ancai, l'associazione dei Comuni aeroportuali. Insieme con il tema della Iresa, l'imposta sul rumore aeroportuale
È una questione ormai di lunga data, ma Mauro Cerutti – ex sindaco di Ferno e ancora oggi alla guida dei Comuni sede di aeroporto, riuniti nell’Ancai – non demorde: «Vogliamo fare passi in avanti su tutti i capitoli: Iresa, risanamento del rumore, tassa d’imbarco».
Due capitoli diversi, va detto. Da un lato le scelte politiche da fare sui temi del risanamento e sulla Iresa, dall’altro invece il tema già definito da Legge della “tassa d’imbarco”, l’addizionale su ogni biglietto aereo che viene riscossa dagli aeroporti di partenza e finisce nelle casse dello Stato. L’amministrazione centrale, da Roma, dovrebbe ridare i soldi ma l’operazione è tutt’altro che lineare: «Per il periodo 2005-2015 parliamo di 97 milioni di euro divisi tra 81 Comune: trentatre di questi, iscritti ad Ancai si sono costituiti parte civile contro il Ministero, ventuno alla fine hanno intentato la causa, a cui si sono aggiunti poi Genova, Pisa e Napoli».
Ora la questione è nelle mani della Corte d’Appello di Roma, ma la prossima udienza è stata spostata addirittura a novembre 2019. I soldi in ballo non sono pochi: «Ai ventuno Comuni Ancai competono 56 milioni di euro per il decennio fino al 2015. A questo va aggiunto il 2016, il 2017, il 2018: diventerebbero circa 70 milioni» spiega ancora Cerutti.
Il tema sarà trattato anche nel prossimo direttivo dell’Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali, al pari del tema degli interventi di risanamento del rumore (si attendono novità in particolare dai Comuni su cui insistono gli aeroporti romani, vale a dire Fiumicino e Ciampino). Altro capitolo, l’Iresa,l’ Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili delineata nel 2001 e mai applicata: «La fidanzata di tutti, ma nessuno la vuol sposare» dice Cerutti, prendendo a prestito un’espressione popolare per dire la furbizia con cui il tema è stato usato dalla politica. Quando la politica regionale “scende” sul territorio strizza l’occhio a chi vive i disagi dello scalo rispolverando l’imposta che porterebbe più risorse ai Comuni (lo fece ad esempio Raffaele Cattaneo nel 2018, a Lonate), ma poi il tema torna nelle nebbie (c’è anche chi considera l’Iresa un elemento di svantaggio competitivo per Malpensa. «Noi abbiamo sollecitato Regione, Segrate e Orio si sono attivate con parlamentari del territorio. Al Cuv ho chiesto di formare un gruppo di lavoro che coinvolga i diversi Comuni lombardi».
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