“Ho 21 anni, ma Biumo non è più quella di una volta”

A parlare è un giovane e agguerito politico del quartiere: Stefano Angei, coordinatore varesino dei giovani della Lega. E biumense doc

Dentro Biumo con Stefano Angei

Il quartiere di Biumo a Varese è un simbolo: è uno dei più antichi e storici, ha un importante tasso di attività culturali, una vitalità anche commerciale che nei quartieri è ormai merce rarissima. In questi tempi però, Biumo è diventato il simbolo del disagio di una città. Ma è davvero così? Quanto c’è di degrado, quanto di trasformazione sociologica e quanto di scelte urbanistiche? L’unico modo per scoprirlo è andare, fisicamente, in quel quartiere e vederlo, anche con gli occhi dei suoi abitanti. Per capire quali sono le luci e quali le ombre di uno dei quartieri più antichi della città.

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«Ho 21 anni, sono nato e vivo a Biumo. Mio papà e mia mamma sono nati a Biumo. Mio nonno Paterno e mia nonna paterna sono nati in Sardegna, ma mia nonna materna è nata a Morosolo, e mio nonno materno è nato a Biumo». E’ il pedigree di un biumense perfetto quello di Stefano Angei, uno dei più attivi rappresentanti dei giovani della Lega a Varese. Orgoglioso? «Per quanto riguarda me si. Io mi sento, nell’ordine: biumense, varesino, lombardo, italiano».

Del resto: «La mia casa è in via Turati, pieno quartiere Belfiore: un quartiere popolare degli anni ’20 inaugurato alla presenza del Re – sottolinea – Pensi che, catastalmente parlando, è in centro. Ma il quartiere intero viene considerato una periferia. Insomma: paghiamo come se fossimo privilegiati e viviamo come se fossimo ai margini»

Angei ci spiega anche il suo curriculum di studente con un certo orgoglio: «Ho fatto le elementari alla Mazzini in via Como e le medie alla Righi, in via Rainoldi. Non proprio Biumo, ma al confine. Poi però le superiori le ho fatte al Newton, a Casbeno. Poi ho proseguito con gli studi di Giurisprudenza, all’università dell’Insubria». Tra i suoi ricordi di studente c’è anche che, durante la festa delle ciliegie, alle medie ha fatto da “cicerone” ai turisti, a raccontare le bellezze del quartiere.

Ora però la sua prospettiva è decisamente politica: comincia già a frequentare il a Milano il consiglio regionale come assistente della Vice-presidente del Consiglio Regionale Francesca Brianza, senza contare i suoi impegni varesini, quelli che ne hanno evidenziato la natura: «Sono coordinatore dei giovani della Lega di Varese. Ai tempi delle superiori ero coordinatore degli studenti lombardi, come rappresentante di istituto ho fatto una battaglia per salvaguardare i nostri laboratori: un progetto dell’amministrazione provinciale Vincenzi prevedeva il loro smantellamento». Inoltre: «Faccio parte del comitato per Biumo, in prima battuta come residente poi come politico. E’ nato alla fine dell’estate scorsa e ha al suo attivo due incontri pubblici uno dei quali con due assessori, Andrea Civati e Daniele Zanzi».

“BIUMO? NON E’ PIU’ QUELLA DI UNA VOLTA”

Stefano Angei ha 21 anni, ma quando parla di Biumo sembra averne molti di più: c’è parecchia nostalgia quando pesca nei ricordi per raccontare il quartiere più nei particolari. «Da ragazzino andavo a giocare nel parco sopra la biblioteca, che si raggiunge da una scalinata della biblioteca dei ragazzi ed è dietro il liceo musicale. Ora se avessi quell’età non ci proverei più, e probabilmente mia mamma non mi ci farebbe andare» racconta portando la giornalista, che proprio non riusciva a capire dove fosse, a vedere quel parchetto, difficile da trovare per chi non è del quartiere.

Dentro Biumo con Stefano Angei

E poi, davanti a una spuma dal tabaccaio di piazza XXVI Maggio, prosegue: «Io venivo qui a prendere le sigarette al nonno: avevo dieci anni e ci venivo dal solo. Ora avrei dei problemi a farlo. Però, quando vado a Milano di corsa la mattina presto posso prendere il pane e lasciarlo da pagare a papà, che va li a fare la spesa intorno alle undici. Perchè ci conoscono, si fidano, lo considerano normale. Qui tra le persone c’è un rapporto stretto, di paese. Ricordo ancora quando prendevo qui la spuma nera con il nonno. E la vengo a prendere ancora»

Come trova Biumo oggi? «La considero ancora viva, ma a rischio. Bisogna invertire la tendenza che si è presa: bisogna tutelare gli esercizi storici, far si che chi frequenta Biumo lo possa fare in sicurezza e in tranquillità. Deve avere una immagine pulita e di accoglienza. non si chiede nulla di rivoluzionario: solo un po’ di accortezza e di rispetto delle regole».

Anche perchè: «Biumo lo vedo sinceramente come un’ottima possibilità per viverci: 5 minuti dalla stazione, 10 minuti dal centro. Hai la farmacia, il bar, la possibilità di fare la spesa o di andare a mangiare, persino alle tre del mattino. Certo, se cerchi la movida non è posto per te, ma per il resto c’è tutto».

“DAI LAMPIONI ALLE FESTE: I MIEI SUGGERIMENTI PER BIUMO”

Sui problemi, Angei non ha molte esitazioni: li ha denunciati più volte, dallo spaccio nei parchetti ai marciapiedi abbandonati. Il comitato di cui fa parte non è tenero, per usare un eufemismo, nemmeno con il forte tasso di immigrazione che c’è: «Ma non si vuole condannare le persone solo per quello che sono. Se si comportassero secondo le regole nostre, non ci sarebbero problemi. Ma troppo spesso non succede».

In partcolare, comunque: «Parco Perelli è un problema oggettivo, ed è diventato più grave a cavallo tra la fine dell’amministrazione Fontana e l’inizio di quella Galimberti. L’estate del 2016, diciamo, è stato il punto di rottura. Da lì il declino».

Quindi, urgono soluzioni… «Le soluzioni che posso proporre io sono una reale attenzione continua per Biumo da parte dell’amministrazione. Un mantra per l’amministrazione che vale per tutti i rioni, non solo per Biumo. Non servono solo interventi flash, quando l’attenzione mediatica è troppo alta, bisogna farlo costantemente. Io non do la possibilità di essere attaccato se amministro bene costantemente».

Più in concreto, quali sono le prime cose da fare? «Devono arrivare al più presto i nuovi lampioni. Nei punti chiave come parco Perelli e il parchetto sopra il liceo musicale ci vogliono le telecamere. E poi è importante organizzare eventi: spostare la festa delle ciliegie da Biumo al centro è stato un clamoroso errore».

“IL 160ESIMO DELLA BATTAGLIA DI BIUMO VA FESTEGGIATO ANCHE A BIUMO”

Ma soprattutto, a Stefano risuona per ultima una domanda, piccola ma per lui significativa: «Quest’anno ricorre il 160esimo anniversario della battaglia di Biumo che, come dice la definizione stessa, è stata combattuta proprio qui. Com’è possibile che, nell’intero anno di cerimonie, convegni e altri eventi, non sia stato possibile organizzare un momento di ricordo a Biumo? Perchè sta tutto nelle sale del centro e delle ville? Prima da qui partiva il corteo, si posava una corona d’alloro sulla statua in memoria. Ora niente. Questo dà l’idea di un’amministrazione che comunicativamente mostra di essere vicina, ma invece è arroccata in palazzo Estense».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Marzo 2019
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  1. Scritto da carlo196

    A sentire il giovane leghista sembrerebbe che tutti i problemi di Biumo siano iniziati con l’avvento dell’attuale amministrazione mentre nei 20 anni precedenti a guida del suo partito, erano tutte rose e fiori. Non solo Biumo non è più quella di una volta ma anche Varese, l’Italia, il mondo intero non sono più quelli di una volta. Per quanto riguarda poi Varese le cose stanno decisamente migliorando rispetto al poco o nulla lasciato dalle precedenti amministrazioni.

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