Avramovic, partita da leader. I playmaker in difficoltà

Il serbo, pur con qualche forzatura di troppo, è il giocatore che si prende tutte le responsabilità offensive di Varese. Regia deficitaria: male sia Moore sia Tambone. Cain, tanta fatica contro Jefferson

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Le percentuali lo tradiscono, e chissà che il periodo di inattività non gli abbia raffreddato le mani. Però l’americano, pur con tre falli addosso fin dai primi minuti, disputa una partita completa su tutti gli altri aspetti del gioco (un paio di stoppatone, 6 rimbalzi) ed è quello che si alza sui pedali per imbastire la rimonta finale, fermatasi sul -5.

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AVRAMOVIC 7 (IL MIGLIORE)

Se anche voi lo avete maledetto in occasione di qualche forzatura (lo ha fatto Caja, lo abbiamo fatto noi, qui in tribuna stampa… siamo in buona compagnia), ricordatevi che il serbo questa sera ha ugualmente giocato una partita da leader vero, a differenza di molti compagni. E per ogni entrata senza esito, per ogni tiro con poco senso, Aleksa ha aggiunto una zampata, un canestrone, una palla rubata, una difesa di cuore e gambe. MVP AloeXlposive anche per i lettori della #direttavn

IANNUZZI 6

Un paio di passaggi sul campo in cui non sfigura: un solo canestro ma tutto sommato buona presenza in area e spirito giusto. Sufficiente.

SALUMU 5

Voto sub judice per via di quel brutto colpo tra naso e denti rimediato nel primo periodo. Una legnata che per qualche istante ci ha ricordato scene pozzecchiane, ma lì si era su un palcoscenico ben superiore (e l’avversario – Nicola – lo fece apposta). Fatto sta che, pur rimesso in pista dai dottori, il belga non è mai riuscito a entrare in ritmo. Discreto in difesa, ma in attacco si è preso un solo tiro, sbagliandolo.

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SCRUBB 6,5

Primo quarto meraviglioso, allo stesso modo di come aveva fatto a Wurzburg. Poi la difesa gli prende le misure, lui trova qualche difficoltà in più a trovare spazi per fintare, entrare e danzare davanti ai lunghi. Chiude comunque a quota 19, ma senza il solito lavoro a rimbalzo (solo 3, e mancano le sue carambole).

TAMBONE 5

Qualcosina meglio di Moore, perché un paio di cannonate riesce a mandarle a segno da lontano. Però fatica in regia nel creare gioco (un solo assist) e non sfrutta l’occasione fornitagli dal compagno di reparto. Il plus/minus è una condanna (-18).

CAIN 5,5

Se anche il totem biancorosso perde così il duello diretto, davvero per Varese c’è poco da fare. Che non fosse serata lo si è visto nei primi minuti: 3 rimbalzi d’attacco e 7 punti concessi a Jefferson con la gara agli albori. E su per giù, si è proseguiti su questa linea, anche se come sempre il pivot varesino non è affondato, trovando qualche canestro, qualche rimbalzo, qualche argine all’avversario. Non crolla, insomma, ma non può bastare.

FERRERO 5,5

Benino in avvio, con una tripla e senza quei falli spesi a spaglio che ne avevano caratterizzato alcune uscite recenti. Poi però Stone gli prende le misure, inizia a produrre dall’arco e per il capitano la serata si fa faticosa, con qualche errore evitabile al tiro nel momento di maggiore difficoltà per Varese.

MOORE 5 (IL PEGGIORE)

Onestamente, ci eravamo prefissati di non scendere sotto l’insufficienza per dare il benvenuto al suo figlioletto, Cameron (auguri al piccolo, al papà e alla mamma!). Però la prova del playmaker è stata ancora una volta deludente: tanti errori al tiro, tre assist ma nessuna vera “invenzione” per far saltare la difesa, per dare una scossa, per battere il colpo che ci aspettavamo. Volerà negli USA per qualche giorno e, umanamente, lo possiamo capire. Però Varese continua a concedere il play titolare agli avversari.

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di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 20 aprile 2019
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