Missione compiuta: Conconi e Franzin completano l’Everesting

Sabato 27 aprile i due atleti varesini hanno portato a termina l'impresa in 17 ore e 41 minuti. «Sportivamente è stata una bella impresa»

“Un uomo incapace di avere visioni non realizzerà mai una grande speranza né comincerà mai alcuna grande impresa”. Questa frase di Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti d’America, racchiude il senso dell’impresa sportiva che hanno portato a termine Giuliano Conconi e Roberto Franzin.

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I due atleti varesini, uno della Njoy Triathlon e uno della Varese Triathlon, hanno portato a termine l’Everesting, una sfida ciclistica che prevede di salire e scendere una strada fino a raggiungere gli 8848 metri di dislivello, quelli dell’Everest, ma montagna più alta del mondo.

Missione portata a termine dai due in 17 ore e 41 minuti, iniziando la prima salita alle 4 del mattino, concludendo l’ultima a pochi minuti dalle 22.

Il giorno dopo Giuliano Conconi racconta così questo grande traguardo: «Siamo contentissimi tutti e due. Ci siamo allenati tanto, come al solito, ma fare 9000 metri di dislivello su e giù non sai come può andare a finire».

La strada, partenza dal bivio di Sant’Ambrogio e arrivo al Belvedere dl Campo dei Fiori, non è stata casuale: «Abbiamo scelto il Campo dei Fiori perché è un tributo alla nostra città. Siamo entrambi varesini e quella salita l’avremo fatta mille volte. Ci è sembrato la scelta più logica. Una curiosità: mi sono accorto della lunghezza quando al termine della prova l’abbiamo fatta in macchina per tornare a casa».

Un’idea, quella dell’Everesting, nata un po‘ per caso, ma con forti motivazioni: «Ne ho sentito parlare – spiega Giuliano – e mi sono chiesto: “perché non lo conoscevo prima?”. Si tratta di un challenge mondiale, che in Italia è stato portato a compimento da circa 200 persone; sono convinto che prenderà piede nel breve». Everesting, missione compiuta

Una prova del genere non può che essere dura e avere tanti risvolti che la complicano ulteriormente: «È tosto – ammette Conconi -, anche di testa. Abbiamo sofferto abbastanza il freddo, sia la mattina avendo iniziato molto presto, sia alla sera».

Alla fine a prevalere è la soddisfazione: «Sportivamente è stata una bella impresa. È stato bello perché è stato un susseguirsi di atleti e amici, che sono venuti a sostenerci e aiutarci nel portare a termine questa impresa. L’Everesting ognuno può gestirlo a suo modo, seguendo però le regole di buona condotta».

A mente fredda, dopo qualche ora dalla conclusione della prova, con un po’ di meritato riposo, la fatica va via. A rimanere è la percezione concreta di un’impresa portata a termine con tanta passione, una buona dose di allenamento e un pizzico di follia.

di francesco.mazzoleni@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2019
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