Maccagno, Compagnoni tra ballottaggio e la scheda votata a penna

Il candidato di Idea Comune pensa a un ricorso legato ad un solo voto annullato che risolverebbe la questione pareggio. Un incontro pubblico? «Siamo concentrati su altro»

Avarie

Cosa succederà a Maccagno da qui a dieci giorni? Ancora difficile dirlo. Per Davide Compagnoni sarà improbabile un incontro pubblico per chiedere il voto.

Ma questi giorni saranno anche altro anche dal solo pensiero sul ballottaggio come unica soluzione per sbloccare lo stallo uscito dal conteggio dei voti.

Compagnoni, avvocato civilista del foro di Varese con la passione per la politica che ha sfidato il sindaco uscente Fabio Passera al voto di domenica scorsa, pensa che sarà forse il destino di una scheda – un’unica scheda – a decretare il vincitore delle elezioni finite in pari.

L’ipotesi di un ricorso legato a quell’espressione di voto era già nell’aria nel tardo pomeriggio di lunedì scorso quando in seguito alla notizia legata al computo finale fermo sugli 802 a 802 qualcuno fra i componenti della lista Idea Comune parlò di quella scheda vergata a penna in un seggio delle valli.

Segno corretto e inequivocabile, con espressione di voto chiara ma “croce“ fatta con una penna a sfera invece che con la tradizionale matita copiativa (indelebile, e che consente di scrivere senza lasciare ulteriori tracce nel caso in cui la scheda venga mal piegata all’atto del voto).

Può, una sola scheda, decidere le sorti amministrative di un intero paese? La risposta è sì, e arriva dalla carta – lo dice la legge – ma è anche “fatto fresco“, uscito e proprio dalla recente tornata elettorale che sullo stesso lago, poco più a sud, ha visto Luciano Pezza vincere contro Maurizio Spozio per un solo voto, a Castelveccana.

«Per il momento rimaniamo concentrati su questa opzione, cioè della rivalutazione puntuale di quella espressione di voto – dice Compagnoni – . In questi giorni è naturalmente attivo un confronto coi componenti della lista sul da farsi: la mia è una candidatura condivisa e anche questo momento lo è. Rimangono aperte tutte le opzioni», confronto pubblico compreso, «anche se questa ipotesi è piuttosto remota per via del tempo a disposizione, che implica una preparazione puntuale».

Spostando indietro sempre le lancette a lunedì pomeriggio anche altre voci circolavano attorno a situazioni poco chiare verificatesi ai seggi, con due elettori recatisi ai seggi senza tessera elettorale cui venne data la possibilità di votare salvo una timbratura successiva: un fatto forse atipico, ma per il momento non al centro delle eccezioni sollevate da Compagnoni. Per ora il destino amministrativo di Maccagno con Pino e Veddasca oscilla dunque fra due fattori: il contenuto della busta delle “nulle“ e una data: 9 giugno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 maggio 2019
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